Cocaina negli slip e stucco artigianale: così passava la droga nel carcere di Velletri

Durante i colloqui in carcere le fidanzate nascondevano la droga negli slip e la passavano al detenuto, che la rivendeva dietro le sbarre

Un carcere. Foto di archivio

Un trucco semplice, ma efficace: la droga veniva nascosta negli slip delle ragazze durante i colloqui in carcere, poi passata al detenuto che, con altrettanta disinvoltura, la infilava nei propri indumenti intimi. Il tutto sotto gli occhi ignari dei poliziotti penitenziari.

Durante i colloqui in carcere le fidanzate nascondevano la droga negli slip e la passavano al detenuto, che la rivendeva dietro le sbarre

È così che, per mesi, cocaina e hashish sono entrate nel carcere di Velletri, dove un giovane detenuto, Francesco D. P., 22 anni, aveva organizzato uno smercio di droga dietro alle sbarre.

Le dosi, una volta introdotte, venivano occultate sotto le mattonelle della cella. Per nasconderle meglio, il detenuto utilizzava una specie di stucco artigianale creato con acqua, cenere e sapone: una soluzione fai-da-te che evitava che le sostanze venissero scoperte durante le perquisizioni.

Non solo droga: le indagini hanno rivelato anche il passaggio illecito di telefoni cellulari, utili per coordinare i traffici e mantenere i contatti con l’esterno.

L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Velletri e condotta dalla Polizia di Stato, ha portato un paio di giorni fa a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per il 22enne e agli arresti domiciliari per due delle sue ex fidanzate, 18 e 20 anni. Entrambe, in momenti diversi, hanno introdotto stupefacenti in carcere, spinte – almeno a loro dire – da questioni di cuore. “Fallo per me”, diceva lui. E loro lo eseguivano.

Moda e paghette

L’attività di spaccio era ben organizzata e redditizia: il giovane detenuto arrivava a guadagnare centinaia di euro a settimana. Soldi che gli garantivano un look firmato e la paghetta alle fidanzate, prima all’una e poi all’altra.

Determinanti per smascherare il giro, le intercettazioni ambientali durante i colloqui con le ragazze e le telefonate con i genitori, che cercavano di dissuaderlo.

Troppa droga nel carcere

L’indagine si inserisce in un filone più ampio che negli ultimi due anni ha già visto numerosi episodi simili nel carcere di Velletri, incluso l’arresto di familiari di detenuti e persino del cappellano del carcere. Ad agosto sono state dieci le misure cautelari scattate