Andò in vacanza lasciando la madre invalida a morire di stenti: nuova perizia psichiatrica per l’imputata

L'esito della nuova perizia stabilirà se Antonella Marrella sia imputabile dell'omicidio della madre o potrà beneficiare dell'infermità mentale

Immagine non collegata ai fatti

Nell’aula bunker della Corte d’Assise di Roma, si è tenuta l’udienza sulla terribile vicenda avvenuta nel mese di giugno 2024, della donna che si allontanò per una vacanza, lasciando sola la madre invalida che morì di stenti. Ieri giovedì 9 ottobre, il giudice ha ascoltato le relazioni del medico che ha effettuato l’autopsia dell’anziana e quella del consulente della difesa di Antonella Marrella, la figlia 49enne della vittima, che ora è in carcere con l’accusa di omicidio per abbandono di incapace.

L’esito della nuova perizia stabilirà se Antonella Marrella sia imputabile dell’omicidio della madre o potrà beneficiare dell’infermità mentale

La vicenda di Antonella Marrella scosse tutta la comunità, quando a seguito del ritrovamento dell’anziana senza vita, si apprese che la figlia che ne aveva l’affidamento, si è allontanata da casa lo scorso giugno per una vacanza in Abruzzo, lasciando la madre invalida a Montelibretti, senza alcuna assistenza.

L’anziana, Margherita Battazza, di 84 anni, con gravi problemi di vista dovuti a un glaucoma, venne trovata morta dai Carabinieri della Stazione di Montelibretti, intervenuti per notificare un atto alla proprietaria di casa, e che a causa di un odore sospetto entrarono in casa ritrovando il cadavere dell’anziana che giaceva sul pavimento, parzialmente coperta da un lenzuolo, priva di cibo, acqua e mezzi per chiedere aiuto.

L’arresto e il procedimento giudiziario

Subito dopo il ritrovamento, Marrella è stata arrestata e condotta al carcere di Rebibbia, dove si trova tuttora. La donna è indagata per omicidio per abbandono di incapace, ma il procedimento è ora in fase di accertamento psichiatrico per valutare la sua capacità di intendere e di volere al momento dei fatti.

Giovedì 9 ottobre si è tenuta un’udienza nell’aula bunker della Corte d’Assise di Roma, durante la quale il giudice ha ascoltato le relazioni del medico legale che ha effettuato l’autopsia sulla madre e del neuropsichiatra consulente della difesa, che già lo scorso giugno, alla richiesta di una perizia da parte degli legali della donna, aveva evidenziato come Marrella potesse soffrire di disturbi borderline, tratti ossessivi e maniacali, con episodi e deliri che ne comprometterebbero la piena comprensione delle proprie azioni.

Le ipotesi sulla condizione mentale

Secondo la perizia della difesa depositata a inizio estate infatti, la donna era stata descritta come non pienamente consapevole della gravità delle conseguenze delle sue azioni, e in più occasioni l’imputata aveva riferito di essersi allontanata per sfuggire alla violenza del suo compagno violento: una situazione che secondo gli avvocati potrebbe aver determinato un blackout emotivo.

Il giudice ha ora nominato un nuovo consulente tecnico per una perizia neuropsichiatrica aggiornata, il cui esito stabilirà se Marrella sia imputabile o se possa beneficiare di un’esenzione parziale o totale dalla responsabilità penale per disturbi mentali. La valutazione includerà l’analisi dello stato psicologico della donna al momento della vacanza e dell’abbandono della madre.