Mattinata di paura nel Carcere romano di Regina Coeli, dove una porzione del tetto all’interno della struttura penitenziaria, tra le più antiche della Capitale è crollato.
Il cedimento improvviso del tetto in un punto di transito dove ogni giorno passano centinaia di operatori e detenuti
L’incidente si è verificato nella zona interna conosciuta come la “Seconda Rotonda”, un punto di transito strategico dove ogni giorno passano centinaia di operatori e detenuti.
Le prime ricostruzioni
Secondo le prime ricostruzioni, il cedimento è avvenuto all’improvviso, provocando un forte boato che ha scatenato il panico tra il personale e le persone presenti.
Solo per un caso fortunato nessuno è rimasto ferito. Immediato l’intervento dei Vigili del Fuoco, che hanno messo in sicurezza l’area per evitare ulteriori crolli. Sul posto è arrivato anche il Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP), Stefano Carmine De Michele, per un sopralluogo e una prima valutazione dei danni.
Reazioni di preoccupazione e indignazione
La notizia del crollo ha immediatamente suscitato preoccupazione e indignazione. Le organizzazioni sindacali della Polizia Penitenziaria, tra cui la Fns Cisl, hanno espresso forte allarme: “È solo per puro caso che non si registrano feriti. Questo episodio dimostra ancora una volta la grave fragilità strutturale in cui versano molti istituti penitenziari italiani,” hanno dichiarato in una nota ufficiale.
I rappresentanti dei lavoratori sottolineano che le condizioni delle strutture carcerarie non garantiscono più la sicurezza minima necessaria, né per il personale né per i detenuti, e che servono interventi immediati per evitare tragedie.
Un problema nazionale
Il caso di Regina Coeli poi non è isolato. Da anni, sindacati e associazioni denunciano carenze manutentive, infiltrazioni, cedimenti e impianti obsoleti in decine di carceri italiane. Questo nuovo episodio riporta al centro del dibattito l’urgenza di investimenti strutturali e di un piano di sicurezza nazionale per il sistema penitenziario.
“Auspichiamo che questo grave fatto sia da monito per il Governo affinché vengano trovate risorse economiche aggiuntive e consentiti interventi rapidi da parte del DAP per mettere in sicurezza gli istituti più a rischio” – conclude la nota.


















