Roma, quando si accendono i riscaldamenti

Norme precise nella Capitale, che rientra nella fascia D

Ottobre è arrivato e il freddo, inutile negarlo, comincia a farsi sentire. Lasciata alle spalle l’estate 2025 – neanche troppo calda rispetto agli anni passati – è ora di concentrarci sull’inverno, che sembra davvero alle porte, visto anche lo sbalzo termico che c’è stato in appena pochi giorni. Vediamo quindi quando possiamo accendere i riscaldamenti nella Capitale.

Le norme

In tutta Italia l’uso dei riscaldamenti è regolato da una normativa nazionale che suddivide il Paese in zone climatiche, che vanno dalla A alla F. Nella A ci sono le aree più calde come Lampedusa e Linosa; nella F, invece, le più fredde, da Belluno a Trento. Roma appartiene alla fascia D.

La fascia D

Le regole previste per le città che rientrano nella fascia D, e quindi anche per Roma, impongono che l’accensione dei termosifoni non può avvenire prima del primo novembre. La data di spegnimento prevista è invece il 15 aprile. Il tempo massimo di accensione nell’arco della giornata è di 12 ore. La temperatura massima consentita è di 19 gradi.

Le deroghe

Ovviamente sono previste delle deroghe in caso di condizioni metereologiche anomale. Infatti, in caso di ondate di freddo eccezionali, i Comuni possono anticipare l’accensione dei termosifoni. Diversamente, in caso di periodi particolarmente miti, l’avvio dei riscaldamenti può essere posticipato. Previsto un margine di flessibilità anche per la temperatura che, dai 19 gradi imposti, può prevedere un grado di tolleranza di due gradi.

Le sanzioni

La normativa italiana punta a rispettare le direttive europee in materia di riduzione dell’inquinamento e dei gas serra. Sono quindi previste anche delle sanzioni economiche per chi non rispetterà le regole. Le multe variano dai 500 ai tremila euro per chi accende i termosifoni oltre i limiti consentiti. Inoltre, ci possono essere anche delle sanzioni condominiali per chi non rispetta le regole interne del palazzo con multe che possono arrivare anche a 800 euro in caso di recidiva.

 

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