E’ stato eseguito in queste ore un decreto di sequestro emesso dal gip su richiesta dei magistrati della Procura di Roma, di numerosi beni mobili di rilevante pregio all’interno del celebre Caffè Greco, dichiarati di interesse culturale particolarmente importante.
Tra i beni sequestrati, figurano dipinti, sculture e oggetti di antiquariato, simboli storici della Roma settecentesca
Tra i beni sequestrati, figurano dipinti, sculture e oggetti di antiquariato, simboli storici della Roma settecentesca, che sono parte integrante dell’identità artistica e culturale del locale.
L’operazione di sequestro
L’operazione dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale (Tpc) di Roma, in collaborazione con il personale della Soprintendenza Speciale Abap, è scattata su richiesta dei magistrati del Dipartimento Criminalità Diffusa e Grave della Procura di Roma, coordinati dal procuratore aggiunto Giovanni Conzo.
La motivazione del sequestro
Il sequestro si è reso necessario a seguito di accertamenti dei Carabinieri del Tpc, che hanno evidenziato come l’attuale locatario dell’immobile avesse rimosso i beni mobili dagli ambienti storici senza ottenere il consenso della Soprintendenza.
I beni erano stati trasferiti in due depositi differenti, creando il rischio concreto di dispersione o danneggiamento. Un comportamento che ha costotuito una violazione della disciplina contenuta nel Codice dei beni culturali e del paesaggio, che tutela i patrimoni di rilevanza storica, artistica e culturale.
L’intervento e la custodia dei beni
L’azione congiunta dei Carabinieri del Tpc e della Soprintendenza, ha dato luogo anche ad un nuovo censimento dei beni. Gli oggetti sequestrati sono stati posti sotto custodia in depositi sicuri, in attesa che possano essere ripristinati nella loro collocazione originale e tornare disponibili per la pubblica fruizione.
Indagato il titolare del Caffè Greco
L’amministratore della società Antico Caffè Greco srl, Carlo Pellegrini, risulta dunque indagato, dopo aver rimosso senza autorizzazione beni mobili sottoposti a vincolo culturale. Arredi, dipinti e suppellettili, sarebbero stati da lui trasferito in locali a sua disposizione in via della Mercede e via Otrantodove sono stati sottoposti a sequestro dai Carabinieri, su disposizione del gip Paolo Scotto di Luzio, su richiesta della Procura di Roma.


















