Escalation di violenza in carcere a Velletri: dieci agenti feriti in due giorni

Due detenuti con gravi disturbi psichiatrici hanno aggredito ripetutamente il personale penitenziario in carcere. Per il sindacato gestione “irresponsabile”

Nella foto la casa circondariale di Velletri - immagine d'archivio

Due giorni di tensione altissima nel carcere di Velletri, dove si sono verificate quattro distinte aggressioni ai danni del personale penitenziario. A compierle, secondo quanto denunciato dal sindacato Ospapp (Organizzazione sindacale autonoma polizia penitenziaria), sono stati due detenuti affetti da gravi disturbi psichiatrici.

Due detenuti con gravi disturbi psichiatrici hanno aggredito ripetutamente il personale penitenziario in carcere. Per il sindacato gestione “irresponsabile”

Il primo allarme è scattato il 17 settembre 2025, quando in due episodi separati, tre agenti e un sovrintendente della polizia penitenziaria sono stati aggrediti. Tutti hanno riportato lesioni con prognosi di 2 giorni, come certificato dalla Asl di competenza.

Seconda ondata di violenza

A distanza di appena 48 ore, nella giornata del 19 settembre, gli stessi due detenuti si sono resi protagonisti di altre due aggressioni, sempre in momenti distinti. Questa volta sono rimasti feriti due agenti, tre assistenti e un ispettore, con prognosi che variano da 2 a 7 giorni, secondo quanto riferito dal pronto soccorso.

La denuncia del sindacato Ospapp

Il segretario generale del sindacato, Leo Beneduci, ha duramente criticato la gestione dei trasferimenti dei detenuti psichiatrici da parte del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap): “Alla base di questi episodi c’è l’irresponsabile abitudine di trasferire da un carcere all’altro detenuti violenti, senza verificare se le strutture di destinazione siano in grado di gestirli in modo adeguato. In questo caso – aggiunge – almeno uno dei due era già stato allontanato da Velletri ed è poi tornato”.

Una prassi che, secondo Beneduci, evidenzia una grave mancanza di attenzione e capacità gestionale da parte dei vertici del Dap: “Le conseguenze di queste decisioni – conclude – ricadono sempre sugli agenti, costretti a operare in condizioni di rischio costante”.

I precedenti

Un problema in più per un carcere sempre troppo movimentato. Ad agosto una operazione ha smantellato, con dieci arresti, un rete criminale che faceva entrare droga e telefonini. 

A fine luglio una mamma romana è finita in carcere per aver tentato di consegnare al figlio involtini col ripieno di cocaina

Nello stesso carcere in passato è stato arrestato il cappellano con l’accusa di introdurre stupefacenti.