Droga negli involtini, mamma romana tenta di introdurre così cocaina in carcere per il figlio

La donna si è presentata in carcere con un cestino di cibo casalingo. Ma negli involtini, al posto del ripieno, nascondeva cocaina e hashish

Una delle fettine alla cocaina sequestrate in carcere

Una mamma premurosa… ma in modo decisamente illecito. Una cinquantenne romana è finita nei guai per aver pensato di “aiutare” il figlio detenuto nel carcere di Velletri per rapina e spaccio, preparando per lui un pasto fatto in casa: involtini alla cocaina.

La donna si è presentata in carcere con un cestino di cibo casalingo. Ma negli involtini, al posto del ripieno, nascondeva cocaina e hashish

Un cestino apparentemente innocuo, pieno di piatti casalinghi, tra cui alcune abbondanti fettine di carne ben confezionate. Troppo ben confezionate (pure incellophanate), a dire il vero, tanto da insospettire una poliziotta penitenziaria addetta ai controlli.

A tradirla l’intuito di una poliziotta

Quando l’agente ha deciso di eseguire coi colleghi una ispezione più approfondita sul contenuto del pasto, è bastato aprire uno degli involtini di manzo per scoprire che non si trattava del solito ripieno di provola e mortadella.

All’interno, ben nascosti, c’erano invece pacchettini contenenti circa 20 grammi di cocaina e oltre un etto di hashish, accuratamente sigillati e pronti per essere introdotti all’interno del penitenziario.

L’operazione di occultamento, così, non ha superato il vaglio attento degli agenti, che hanno immediatamente sequestrato la droga e arrestato la donna con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

La mamma cuoca e pusher arrestata

Dopo l’arresto, per la “mamma-cuoca” sono stati disposti gli arresti domiciliari. L’autorità giudiziaria ora dovrà valutare anche il coinvolgimento, o meno, del figlio.

Intanto si indaga per chiarire se la donna abbia agito da sola o se sia parte di un meccanismo più ampio di rifornimento interno alla struttura carceraria. 

Gianluca Garau, vice segretario regionale del sindacato CNPP-SPP, sottolinea come, in un periodo storico segnato da una drammatica carenza di personale all’interno degli istituti penitenziari — dove gli agenti di polizia penitenziaria operano in condizioni estremamente difficili — ci sia ancora chi riesce a distinguersi per professionalità e spirito di servizio.

È il caso della poliziotta che, grazie al suo intuito e al suo fiuto investigativo, è riuscita a smantellare quella che si sospetta fosse una vera e propria piazza di spaccio all’interno del carcere di Velletri – dichiara il sindacalista – Un’operazione che ha impedito alla criminalità di intascare migliaia e migliaia di euro, rappresentando un importante successo per la sicurezza e la legalità all’interno dell’istituto”.

I precedenti

Non una novità per il carcere di Velletri dove negli ultimi due anni, nelle celle, sono stati ripetuti i sequestri di droga e micro telefonini. In un caso è finito in manette anche il cappellano dello stesso carcere trovato con un pacco con cocaina mariuana e due smartphone.