Caccia illegale: scoperta a Guidonia una “centrale del suono” con 148 richiami per uccelli

Caccia di frodo: scoperto un sistema illegale con 148 richiami sonori usati per attirare e abbattere uccelli, anche protetti. Operazione notturna dei carabinieri forestali

Il sistema per i richiami di uccelli sequestrato a Guidonia

Manca poco all’inizio della stagione della caccia, ma c’è chi ha deciso di anticipare i tempi… aggirando le regole. A Guidonia, in zona Colle Rosa, i carabinieri forestali hanno smantellato una vera e propria centrale acustica illegale, nascosta tra i terreni del quartiere La Botte, utilizzata per attirare gli uccelli con suoni registrati.

Caccia di frodo: scoperto un sistema illegale con 148 richiami sonori usati per attirare e abbattere uccelli, anche protetti. Operazione notturna dei carabinieri forestali

Non si tratta del solito richiamo: quello trovato dagli investigatori è un super apparecchio in grado di riprodurre 148 versi diversi di uccelli, alcuni appartenenti anche a specie protette o non cacciabili. Una tecnologia avanzata, usata per “ingannare” gli animali e portarli nel mirino dei bracconieri.

Un trucco sporco (e vietato)

Usare i richiami elettromagnetici è vietato dalla legge italiana e dalle normative europee sulla protezione della fauna. Ma chi li usa sa bene perché lo fa: gli uccelli, attirati da quello che credono essere il richiamo di un loro simile, si radunano in pochi minuti, diventando facili bersagli. In alcuni casi, raccontano gli esperti, è possibile abbatterne decine in pochi istanti.

Non è la prima volta che succede, ma la portata di questo impianto ha sorpreso anche gli investigatori. Potrebbe essere stato utilizzato da più persone, come una sorta di “base condivisa” del bracconaggio locale.

Un’indagine notturna tra antenne e microfoni

Localizzare la “centrale sonora” non è stato semplice. I residenti della zona avevano segnalato strani suoni nella notte, ma per settimane non si riusciva a capire da dove arrivassero.

Così i carabinieri forestali hanno deciso di fare sul serio: si sono affidati a tecnici specializzati, dotati di antenne e microfoni direzionali, e per due notti hanno seguito le tracce sonore fino a individuare il punto esatto in cui era nascosto il dispositivo. Un’operazione meticolosa, che ha permesso di porre sotto sequestro l’apparecchiatura. Al momento, però, il sequestro è a carico di ignoti.

Il sospetto: addestramento dei cani in vista dell’apertura

Secondo le forze dell’ordine, il richiamo non veniva usato solo per la caccia illegale. C’è il sospetto che servisse anche ad addestrare i cani da caccia, insegnando loro a riconoscere i canti degli uccelli e a scovarli nella vegetazione. Un metodo comodo, ma totalmente fuori legge.

La caccia nel Lazio aprirà ufficialmente il 21 settembre e durerà fino al 31 gennaio 2026. Per tutto il periodo, sarà consentita tre giorni a settimana, a scelta del cacciatore tra lunedì, mercoledì, giovedì, sabato e domenica. Sono previste quote massime per ogni specie, nel tentativo di tutelare l’equilibrio naturale.

Tordi e allodole: le vittime preferite del bracconaggio

Tra le specie più prese di mira dai cacciatori fuorilegge, ci sono il tordo bottaccio e l’allodola, soprattutto nel periodo tra metà ottobre e metà novembre, quando attraversano il Lazio lungo le rotte migratorie. Arrivano dall’Est Europa per svernare nel nostro Paese, ma spesso trovano invece una fine prematura, vittime di metodi di caccia vietati.

Già lo scorso anno, un’operazione simile — denominata “Recall” — aveva portato al sequestro di 12 dispositivi illegali e decine di uccelli abbattuti illegalmente nella provincia di Roma.