Centro accoglienza, il terzo, accanto alla scuola: Casalotti in piazza contro la nuova struttura per migranti

La rabbia dei residenti di Casalotti: domani la manifestazione contro il centro d'accoglienza per migranti di via Boccea 590.  Cresce la preoccupazioni per sicurezza e mancanza di servizi

Casalotti non molla. Il quartiere a nord ovest di Roma, nel XIII Municipio, si prepara a una mobilitazione. Domani, giovedì 11 settembre, centinaia di residenti si riuniranno dalle 9 alle 12 per una manifestazione statica, pacifica e apartitica. L’evento, promosso dal comitato spontaneo “Casalotti Nostra”, ha un unico obiettivo: bloccare la realizzazione di un nuovo Centro di Accoglienza Straordinaria (CAS). 

La rabbia dei residenti di Casalotti: domani la manifestazione contro il centro d’accoglienza per migranti di via Boccea 590.  Cresce la preoccupazioni per sicurezza e mancanza di servizi

La struttura, che si trova in via Boccea 590, verrà allestita all’interno dell’ex Collegio Serafico Internazionale di Terra Santa.

Dovrebbe ospitare fino a 100 persone ed è ubicata accanto all’Istituto Comprensivo Boccea 590, un dettaglio che ha scatenato l’indignazione generale.

La protesta non è un’opposizione ideologica all’accoglienza – ci tengono a sottolineare gli abitanti – ma una reazione pragmatica a ciò che molti definiscono una “saturazione” del quartiere.

Le domande dei cittadini, espresse anche in una petizione online che ha superato le 2.200 firme, sono chiare: “Perché un altro qui?”.

Nonostante la presenza del vicino centro Enea, l’area rischia di diventare un punto nevralgico per l’accoglienza, a scapito dei servizi essenziali già carenti.

I residenti da tempo sottolineano la mancanza di trasporti, licei, parchi giochi e spazi verdi, criticando la scelta di concentrare le strutture di accoglienza in un’area già in difficoltà.

Annalisa, membro del comitato spontaneo “Casalotti Nostra”, esprime i dubbi della comunità: “Sono troppe le domande senza risposta – dice a Canale 10 – È possibile che la Prefettura non sappia dove sono ubicati i centri a cui dà il consenso? Se lo sa, deve spiegarci perché non ha messo in conto la densità di questi centri? Un altro aspetto che solleva dubbi è la tipologia degli ospiti: si tratterebbe solo di uomini, e non di famiglie con bambini, che sarebbero “ottimali” in un’area vicina a una scuola”.

Richieste di trasparenza e mobilitazione politica

Il dissenso si estende anche a presunte irregolarità procedurali. È stato sollevato un quesito riguardo all’appalto per la gestione del centro, affidato alla Croce Rossa: “Perché i lavori sarebbero iniziati prima che l’incarico venisse formalmente assegnato il 30 giugno? Questo e altri interrogativi alimentano il sospetto di una mancanza di trasparenza nelle decisioni”, continua Annalisa.

La mobilitazione sta coinvolgendo anche la sfera politica locale. I consiglieri di Fratelli d’Italia, Marco Giovagnorio e Carlo Mattia, hanno convocato una seduta congiunta delle Commissioni Trasparenza e Sicurezza, mentre il capogruppo di Forza Italia, Alessio Marsilli, ha richiesto un consiglio tematico.

Nonostante l’evento sia stato dichiarato “apolitico”, i cittadini accoglieranno i rappresentanti dei partiti come “uditori”, dimostrando che la questione va oltre le singole appartenenze e unisce l’intera comunità in una battaglia per la vivibilità e la sicurezza del quartiere.

Area parcheggio chiusa

Per consentire lo svolgimento della manifestazione è stato predisposto il divieto di fermata nell’area del parcheggio via del Nebbiolo angolo via di Boccea. Dalle 18 di oggi, mercoledì 10 settembre, fino a cessate esigenze.