Il sindaco di Fiumicino, Mario Baccini, è stato ascoltato questa mattina dalla Procura di Civitavecchia nell’ambito dell’inchiesta che ha dato uno scossone all’amministrazione comunale con misure e arresti.
Il sindaco respinge le accuse nell’audizione in Procura e annuncia azioni legali contro chi lo avrebbe diffamato
Al termine dell’interrogatorio, accompagnato dal suo legale Francesco Caroleo Grimaldi, Baccini ha annunciato querele. “Adotterò tutti i provvedimenti necessari nei confronti di chi ha potuto calunniarmi, comprese eventuali azioni di responsabilità conseguenti“, ha dichiarato.
Il sindaco ha sottolineato di aver risposto con “piena trasparenza” a tutte le domande poste dal sostituto procuratore Roberto Saveri, ribadendo la sua disponibilità a collaborare con la magistratura. “Ritengo che la mia posizione sia stata chiarita in ogni suo aspetto – ha aggiunto – e auspico che si possa giungere quanto prima all’archiviazione del procedimento“.
L’indagine: due filoni e numerosi indagati
L’inchiesta, coordinata dalla Guardia di Finanza, si articola in due filoni distinti. Il primo riguarda il periodo compreso tra il 2016 e il 2023, durante il quale il Comune era amministrato dal centrosinistra sotto la guida del sindaco Esterino Montino.
Gli investigatori avrebbero però riscontrato che alcuni affidamenti oggetto d’indagine risultavano ancora attivi nel 2024, quindi anche sotto l’attuale amministrazione di centrodestra guidata da Baccini.
Il secondo filone si concentra su eventi estivi e luminarie, e ha portato a una serie di misure cautelari: 3 arresti domiciliari, 4 obblighi di firma o divieto di dimora e ulteriori provvedimenti interdittivi.
Coinvolti esponenti della giunta
Tra gli indagati figurano anche membri dell’attuale giunta comunale. In particolare, l’ex assessora Federica Poggio – che nel frattempo a giugno si è dimessa – e l’assessore Raffaello Biselli sono sottoposti all’obbligo di presentazione in caserma.
A entrambi è contestato il reato di turbata libertà degli incanti, lo stesso reato che figura nell’iscrizione a carico del sindaco Baccini, sebbene nei suoi confronti non siano state disposte misure cautelari.
A tirare in ballo il sindaco Baccini è stato il dirigente Massimo Guelfi, attualmente agli arresti domiciliari. Il direttore artistico di Fiumicino avrebbe scaricato sul sindaco e sull’assessora Poggio ogni responsabilità sull’allestimento delle luminarie natalizie, uno degli affidamenti contestati dalla procura a una ditta sotto inchiesta. Un affidamento diretto da 173mila euro.
L’inchiesta resta aperta e in evoluzione. Intanto, il sindaco assicura massima collaborazione con la magistratura e annuncia battaglia legale contro chi – a suo dire – lo avrebbe calunniato.
“Siamo alle solite. Invece di confrontarsi sulle idee e sui progetti, qualcuno preferisce fare politica sulla pelle degli altri, alimentando sospetti, rancori e cattiverie”, ha scritto l’ex assessore Claudio Caldarelli.
“Io credo in un’altra politica: quella che si misura sulle proposte, sul lavoro e sulla capacità di costruire. Al tempo e ai posteri l’ardua sentenza, ma intanto basta con questo clima velenoso. Solidarietà al sindaco Baccini”, ha aggiunto.


















