Un altro, ennesimo, incendio con fumi tossici che hanno saturato l’aria del quartiere, è esploso in queste ore alla Magliana, proprio sotto il viadotto omonimo. Il rogo è divampato ieri pomeriggio, giovedì 21 agosto, e secondo le testimonianze di chi ha coraggiosamente voluto documentare il nuovo rogo, l’origine delle fiamme sarebbe sempre l’insediamento abusivo che si trova sotto il ponte.
Tra roghi e degrado la situazione non cambia da oltre 50 anni. Residenti: “Devono entrare in azione le ruspe prima che il viadotto crolli”
Il fumo denso ha creato una cappa irrespirabile, raggiungendo le carreggiate sovrastanti e mettendo a rischio la sicurezza del traffico. Un episodio che come riportato poco più di una settimana fa, col caldo torrido di Ferragosto non è un caso isolato, ma l’ennesima manifestazione di un problema che affligge la zona da decenni.
Gli incendi continui, avrebbero origine dolosa, accesi negli insediamenti abusivi che qualcuno potrebbe veramente aver trasformato in inceneritori improvvisati di rifiuti. Secondo un’ipotesi condivisa tra i residenti, è il business illecito dei rifiuti cha vanno eliminati sistematicamente, ma con un costo sulla salute, divenuto troppo alto per i residenti dell’ampio quadrante.
La situazione, diventata insostenibile, con roghi che si verificano quasi quotidianamente, sia in estate che in inverno, provocando non solo disagi e inquinamento atmosferico, ma anche una profonda sensazione di abbandono e di pericolo costante per la stabilità del Viadotto della Magliana.
La politica tra interrogazioni e accuse
Di fronte all’emergenza ricorrente, l’azione delle istituzioni viene percepita come “completamente assente”, nonostante le promesse e le denunce, nulla sembra essere cambiato.
I consiglieri di Fratelli d’Italia, Valerio Garipoli e Vanessa Borsari, hanno più volte evidenziato la gravità della situazione, di recente anche con un’interrogazione a risposta scritta, ricordando i “molteplici atti, esposti e denunce” presentati negli anni.
“L’ultimo intervento di sgombero, risale addirittura al 15 marzo 2019 – dichiara sui social Valerio Garipoli -. Nella zona dove non c’è nessun controllo da parte di Roma Capitale”.
Mentre sono i residenti a muovere le accuse più severe al Sindaco: “Siamo una delle periferie ignorate da Roma Capitale che si sta concentrando unicamente sul centro storico”.
La frustrazione dei cittadini e il rischio del collasso
La gente del quartiere è stanca e sfiduciata. Sui social, i commenti si susseguono, dipingendo un quadro di rassegnazione e rabbia. Un cittadino, Mario (nome di fantasia), che ha vissuto nella zona per 54 anni prima di trasferirsi, ha rivelato la sua amarezza: “Quel problema esiste da sempre e non si risolverà mai”.
Tra roghi e degrado, c’è intanto chi invoca a gran voce le ruspe, mai entrate in azione. Tra le paure più grandi poi, quella che il viadotto, messo a dura prova dal calore e dal fumo degli incendi, possa un giorno cedere.
“Poi solo dopo la tragedia si indagherà sulle cause” – conclude amaramente una cittadina, esprimendo il timore che un’indifferenza prolungata possa sfociare in una catastrofe. I residenti, ormai esasperati, sono pronti a scendere in strada e manifestare, sperando che la protesta possa scuotere l’amministrazione.


















