In un blitz di grande impatto, la Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Roma ha sequestrato nel porto di Civitavecchia un carico di circa 50 chilogrammi di cocaina purissima, con la droga nascosta dentro a un container refrigerato proveniente dall’Ecuador. Una volta di più, quest’operazione antidroga conferma il porto civitavecchiese sia uno snodo strategico per i traffici di stupefacenti.
La Guardia di Finanza trova tre borsoni pieni di droga dopo la fuga di un gruppo sospetto sulla banchina
Durante un normale servizio di pattugliamento nell’area portuale, i finanzieri del Gruppo di Civitavecchia hanno notato un gruppo di persone a piedi aggirarsi sul molo. Alla richiesta di fermarsi, il gruppo ha reagito dandosi alla fuga e poco dopo, i militari hanno rinvenuto tre borsoni abbandonati con 45 panetti di cocaina, dal peso complessivo di circa 50 chilogrammi.
Secondo le stime ufficiali rese note, quel carico avrebbe potuto fruttare sulle piazze di spaccio circa 5 milioni di euro, vista l’alta richiesta e il prezzo della droga immessa sul mercato illegale La cocaina, preservata grazie al container refrigerato, era stata nascosta con cura, probabilmente per bypassare i controlli standard.
L’operazione, assimilabile a un’autentica operazione antidroga, si inserisce nel più ampio piano di contrasto alla criminalità organizzata e al narcotraffico transnazionale portato avanti quotidianamente dalle Fiamme Gialle nei porti italiani.
In particolare, con questo sequestro, la Guardia di Finanza rafforza il suo ruolo di presidio permanente a tutela della sicurezza economica e della salute pubblica .
Non è la prima volta che il porto di Civitavecchia finisce sotto i riflettori per traffici simili. Nei mesi scorsi, in un’altra indagine, furono sequestrati 72 kg di cocaina sempre provenienti dall’Ecuador, contemporaneamente alla scoperta di una piantagione di marijuana vicina a Roma.
In particolare, l’inchiesta coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia portò a ordinanze di custodia cautelare nei confronti di decine di persone, rivelando legami con infrastrutture criminali attive nel quartiere Tor Bella Monaca
Adesso, in attesa dei futuri sviluppi, mantiene viva la presunzione di non colpevolezza per eventuali indagati, mentre le autorità giudiziarie procedono con interrogatori, analisi dei filmati portuali tramite le telecamere di sicurezze e altri approfondimenti.
Si farà di tutto per capire quale sia stato il percorso fatto dal container per arrivare in Italia dal Sudamerica.
Le indagini delle forze sono focalizzate sull’individuazione di eventuali contatti tra gli autori del tentativo di recupero del carico e reti criminali con base in America Latina o in Italia.


















