Aumenta la cassa integrazione nel Lazio, +14% e futuro incerto per migliaia di lavoratori

Crisi industriale e riorganizzazioni aziendali mettono a dura prova il mercato del lavoro nel Lazio, con oltre 15 milioni di ore di cassa integrazione autorizzate. La Cgil lancia l'allarme 

Foto di repertorio

La Cgil del Lazio lancia un grido d’allarme sullo stato dell’occupazione nella regione. I sull’incremento della cassa integrazione sono preoccupanti.

Crisi industriale e riorganizzazioni aziendali mettono a dura prova il mercato del lavoro nel Lazio, con oltre 15 milioni di ore di cassa integrazione autorizzate. La Cgil lancia l’allarme

Secondo l’ultimo aggiornamento dell’Osservatorio INPS, nei primi sei mesi del 2025 sono state autorizzate ben 15,5 milioni di ore di cassa integrazione, registrando un balzo del 14% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Un dato che, per oltre la metà (il 52%), è direttamente riconducibile a riorganizzazioni aziendali e crisi industriali.

L’analisi del sindacato mette in luce una sofferenza diffusa. Sebbene i settori più colpiti siano l’automotive, il trasporto aereo, il manifatturiero e il cartario, che da soli rappresentano il 60% del totale delle ore, l’incremento è generalizzato.

Ben 28 comparti su 42 registrano un aumento delle richieste di ammortizzatori sociali, delineando un quadro di fragilità economica che permea l’intero tessuto produttivo del Lazio.

Le situazioni più difficili

La Cgil punta il dito su alcune situazioni emblematiche: il futuro incerto di circa 2mila dipendenti Alitalia, un’azienda simbolo della crisi; la nuova battuta d’arresto per lo stabilimento Stellantis di Cassino, con una sospensione della produzione prevista dal 25 luglio al 1 agosto; e l’apertura di un nuovo tavolo di crisi per la Crik Crok di Pomezia, che coinvolge quasi 100 lavoratori.

Questi casi, secondo il sindacato, certificano un preoccupante declino per la continuità occupazionale e per la salute economica della regione.

L’ombra degli accordi Ue-Usa: risorse a rischio

A rendere il quadro ancora più fosco, le indiscrezioni sui possibili accordi economici tra Unione Europea e Stati Uniti gettano un’ombra lunga sui futuri investimenti.

La Cgil teme che, se confermate, queste intese potrebbero deviare importanti risorse pubbliche, destinate a nuove politiche industriali e allo sviluppo del territorio, verso spese militari, l’acquisto di energia fossile dagli Stati Uniti e finanziamenti oltreoceano.

Un tale scenario, avverte il sindacato, rischierebbe di aggravare ulteriormente la situazione per i settori già in difficoltà.

Per queste ragioni, la Cgil ha annunciato un incontro con la Regione Lazio il prossimo 2 settembre.

L’obiettivo non sarà solo quello di arginare i danni, ma soprattutto di rilanciare un modello di sviluppo regionale che sia in grado di affrontare le sfide attuali e garantire un futuro più stabile per i lavoratori del Lazio.