Gli sviluppi più recenti del caso Stefania Camboni, 58 anni, assassinata nella sua villetta di Fregene il 15-16 maggio 2025, in queste ultime ore portano alla luce un dettaglio inatteso e a tratti molto sorprendente: dopo l’omicidio, il Ris dei carabinieri non ha rilevato Dna femminile sul corpo della vittima. Si tratta di un elemento di rottura rispetto all’ipotesi che l’omicida abbia lasciato tracce biologiche visibili e che nella fattispecie ci si attendeva fossero di genere femminile, per confermare un quadro accusatorio che invece ora vacilla.
Nuovi risvolti a proposito dell’omicidio di Fregene: non c’é traccia di Dna femminile sul corpo di Stefania Camboni
La donna è stata trovata morta nella sua camera da letto dal figlio e dalla sua compagna, colpita da 34 coltellate, molte delle quali mortali e localizzate a cuore e gola
La principale indagata, Giada Crescenzi, compagna del figlio Francesco Violoni, si trova in carcere con l’accusa di omicidio volontario aggravato (minore difesa e abuso di relazione domestica)
Il figlio della vittima, Francesco Violoni, è stato iscritto nel registro degli indagati, sebbene il suo legale definisca tale atto “prudenziale”.
D’altronde i colpi di scena sono all’ordine del giorno per questa vicenda di cronaca nera e a partire dal ritrovamento del coltello arma del delitto, c’è sempre la possibilità che una nuova sorpresa sconvolga il quadro della situazione.
Il Ris non ha rilevato DNA femminile, come saliva, sul corpo di Stefania. È una scoperta clamorosa: chi ha inferto le 34 coltellate non avrebbe lasciato né saliva né altre tracce genetiche
. Questo fatto riaccende i sospetti su un possibile complice, come suggerito dal gip nell’ordinanza, per chiarire un buco nell’indagine
Continuano gli approfondimenti sui reperti principali. ovvero il coltello compatibile con il set di cucina del figlio, recuperato in un terreno vicino, una maglietta insanguinata e il cellulare della vittima, rinvenuti nella stessa zona, Il golfino indossato da Stefania, insieme a chiavi e telefono, che potrebbe contenere impronte o tracce genetiche utili.
L’Autopsia è stata già completata, ma si resta ancora in attesa degli esami approfonditi per stabilire il momento esatto della morte della donna e tracce di un tentativo di difendersi da parte della vittima – dato che alcuni tagli sulle braccia sono compatibili con una reazione durante l’aggressione –
Inoltre ad oggi restano ancora aperte alcune piste e teorie investigative sulla possibile presenza di un complice maschile oppure su sofisticate tecniche di depistaggio.
Anche il movente dell’assassinio è incerto, dato che sono subito state escluse motivazioni economiche e si indaga sulla possibile situazione economica, dissidi familiari e l’ipotesi della rapina, benché non vi siano segni di effrazione
In particolare si cerca di capire se davvero Stefania dormisse o fosse invece sveglia pochi minuti prima del suo assassinio.
Vanno avanti ogni giorno gli sforzi per chiarire se l’omicidio sia quindi opera di una sola persona o ci siano più soggetti coinvolti.
Resta fondamentale l’attesa per gli sviluppi forensi e il contributo investigativo alla luce delle nuove evidenze.
Nel frattempo, Giada Crescenzi si è avvalsa della facoltà di non rispondere sia davanti al Pubblico Ministero che davanti al Giudice per le Indagini preliminari che però ha sottolineato l’assenza di “spiegazioni valide, logiche e credibili”.
Nel dettaglio, la sua posizione è aggravata e delicatissima per via delle ricerche effettuate via internet che suggerirebbero tentativi di eliminare tracce organiche e di avvelenamento
In un quadro investigativo come questo, gli ultimi risultati fatti emergere dal Ris, uniti ai prossimi risultati sui reperti, potrebbero rivoluzionare il quadro investigativo.


















