Sequestro shock a scopo di estorsione e rapina aggravata a Roma. Le vittima sono una coppia romana immobilizzata e minacciata nella propria abitazione da una banda criminale, sotto le direttive di un “boss” recluso in carcere.
Il sequestro della coppia terrorizzata dalla banda diretta in videochiamata dal boss. La resa dopo la minaccia: “Tagliare l’orecchio a lui e picchiare lei”
Il blitz della banda con videochiamate e istruzioni dettagliate. Le indagini fulminee della Polizia di Stato, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Roma, hanno portato a sei arresti, che hanno svelato una rete criminale senza scrupoli.
L’agguato domestico
Il drammatico episodio si è consumato a inizio estate, quando una coppia, appena rientrata nel proprio appartamento in Via di Val Melaina, è stata brutalmente assalita.
Quattro individui, appostati alle loro spalle, li hanno sorpresi non appena aperta la porta di casa. Dopo l’aggressione la coppia è stata sequestrata sotto la minaccia di armi da taglio e di una pistola, con l’obiettivo preciso di ottenere le chiavi di un altro appartamento, affidato loro da amici assenti. Così marito e moglie si sono ritrovati prigionieri nella loro stessa casa, in un’atmosfera di terrore.
Il ruolo del “boss” in carcere
Durante il sequestro, le vittime sono state private dei loro cellulari e immobilizzate con la forza, ma ciò che ha reso questo episodio particolarmente inquietante è stata la scoperta di una regia esterna: uno dei malviventi ha avviato una videochiamata, con la quale un uomo dal marcato accento campano, che si qualificava come detenuto in carcere, ha impartito ordini precisi.
Le intimidazioni non si sono fermate qui; successive chiamate dal presunto fratello del “capo” hanno fornito ai rapitori indicazioni dettagliate sul da farsi, trasformando la casa in un set per un’operazione criminale diretta a distanza.
Minacce agghiaccianti fino alla resa della coppia
Di fronte alla resistenza della coppia, le minacce si sono fatte sempre più pesanti. L’uomo dal carcere, o il suo complice esterno, ha alluso a possibili ritorsioni sull’incolumità della figlia delle vittime, dimostrando una conoscenza inquietante delle loro abitudini di vita.
La situazione è degenerata quando è stata intimata la violenza fisica: “tagliare l’orecchio all’uomo e far picchiare la moglie”. Di fronte a tale orrore, la donna, terrorizzata, ha ceduto a ogni richiesta della banda, consegnando il fatidico mazzo di chiavi e tremila euro in contanti. Il resto dei loro beni è stato saccheggiato dalla banda, prima che gli aggressori si dileguassero.
L’intervento dei Falchi e le Indagini della DDA
La svolta è avvenuta grazie a una segnalazione tempestiva giunta alla Sala Operativa della Questura, che ha allertato la Polizia di Stato su un tentativo di effrazione in Via di Val Melaina. I Falchi della Squadra Mobile sono intervenuti prontamente, riuscendo a intercettare e bloccare sulle scale tre dei quattro aggressori mentre tentavano la fuga. Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Roma, sono proseguite incessantemente nei due mesi successivi.
Questa mattina lunedì 14 luglio, l’epilogo: la Polizia di Stato ha eseguito sei ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettante persone, ritenute gravemente indiziate di sequestro di persona a scopo di estorsione, rapina aggravata in concorso e porto abusivo di armi. L’operazione sottolinea l’efficacia delle forze dell’ordine nel contrastare la criminalità organizzata anche quando agisce con modalità innovative e complesse.
Si precisa che le informazioni sopra riportate attengono alla fase delle indagini preliminari e che, pertanto, gli indagati sono da considerarsi presunti innocenti fino a sentenza definitiva di condanna.


















