Una nuova frontiera nella lotta contro i tumori è stata aperta a Roma, presso l’Ospedale Sant’Andrea, dove è stato eseguito con successo il primo intervento di chirurgia radioguidata su tumori neuroendocrini polmonari.
L’intervento pionieristico per la rimozione ultra-precisa di lesioni e cellule tumorali all’Ospedale Sant’Andrea
L’operazione rivoluzionaria è parte di un ambizioso progetto sperimentale, finanziato dall’Unione Europea tramite NextGenerationEU e il PNRR, e che sfrutta una tecnologia all’avanguardia per garantire una precisione senza precedenti nella rimozione delle cellule tumorali. Un passo da gigante per i pazienti affetti da patologie complesse.
La tecnologia utilizzata e come funziona
Al centro di questo importante traguardo, una tecnologia rivoluzionaria, e cioè la sonda Beta INFN-Sapienza, una strumento intraoperatorio portatile per radiazioni beta, di altissimo livello, e sviluppato grazie alla collaborazione tra l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e l’Università Sapienza.
Questa sonda è capace di rilevare con estrema sensibilità i positroni, particelle emesse da radiofarmaci simili a quelli usati per le diagnostiche PET.
La sua efficacia è stata dimostrata nella capacità di individuare con precisione le cellule tumorali marcate con un radiofarmaco specifico per i tumori neuroendocrini. Una caratteristica unica che permette al chirurgo di essere guidato con esattezza fino alla sede della lesione, anche se microscopica o posizionata in aree difficili da raggiungere.
In pratica, una vera e propria “mappa” in tempo reale che ottimizza la rimozione del tessuto malato, preservando al massimo quello sano.
Ambiti di applicazione e prospettive future
Il dispositivo non è alla sua prima esperienza. È stato infatti già sperimentato con successo in interventi su tumori neuroendocrini gastro-entero-pancreatici e su quelli della prostata, dimostrando la sua versatilità e affidabilità.
L’obiettivo attuale del progetto, denominato “Chirurgia radioguidata con sonda beta in pazienti con tumori neuroendocrini (NET) polmonari eleggibili per chirurgia radicale”, è valutare la possibilità di estendere questa tecnica alle metastasi linfonodali toraciche in pazienti che hanno subito una chirurgia radicale del tumore primario polmonare e una dissezione linfonodale.
Sarà l’analisi dei dati raccolti dalla sonda durante l’operazione ora a fornire le prime indicazioni sulla sua capacità di individuare i linfonodi patologici, in attesa di ulteriori interventi. Una valutazione definitiva dei dati raccolti è prevista per la fine dell’anno, un momento cruciale per confermare il potenziale rivoluzionario di questa tecnologia.
Un ecosistema di eccellenza e collaborazione multidisciplinare
La sperimentazione si svolge interamente presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Sant’Andrea, un centro di eccellenza ENETS per le neoplasie neuroendocrine. Il successo di questo progetto è frutto di una straordinaria collaborazione multidisciplinare.
Ad essere coinvolte attivamente, sono le unità di Medicina Specialistica Endocrino-Metabolica, Chirurgia Toracica (diretta dal Prof. Erino Angelo Rendina), Medicina Nucleare, Fisica Sanitaria e Anatomia Patologica dell’AOU. A queste si aggiungono i partner esterni come l’INFN e la società Nucleomed s.r.l., responsabile della progettazione della sonda beta.
Il progetto è sostenuto dal programma PNRR-M4C2-I1 ‘Heal Italia’ – Partenariato Esteso 6 – Spoke 4, sottolineando l’importanza strategica che l’Unione Europea e NextGenerationEU attribuiscono alla ricerca e all’innovazione in campo medico.
Le parole degli esperti
“Questo intervento rappresenta un traguardo fondamentale nella chirurgia oncologica di precisione – ha dichiarato Erino Angelo Rendina, Direttore dell’UOC di Chirurgia Toracica del Sant’Andrea -. La possibilità di individuare con tale accuratezza i tessuti da rimuovere ci permette di essere più efficaci e meno invasivi, migliorando significativamente la prognosi e la qualità di vita dei pazienti.”
Antongiulio Faggiano, Principal Investigator del progetto e responsabile della UOC di Medicina Specialistica Endocrino-Metabolica del Sant’Andrea, ha aggiunto: “Siamo estremamente fiduciosi nei risultati di questa sperimentazione. La sonda ha già dimostrato un’elevata sensibilità in altri ambiti e l’estensione ai tumori neuroendocrini polmonari potrebbe cambiare radicalmente l’approccio chirurgico a queste patologie”.
Riccardo Faccini del Dipartimento di Fisica della Sapienza e Andrea Isidori del Dipartimento di Medicina Sperimentale della Sapienza, promotori del progetto, hanno sottolineato l’importanza della collaborazione tra fisica e medicina: “Questa sinergia tra ricerca di base e applicazione clinica è la chiave per sviluppare strumenti innovativi che migliorano concretamente la cura dei pazienti. La capacità di questa sonda di rilevare i positroni con precisione eccezionale apre scenari promettenti per la diagnostica e la terapia oncologica”.


















