Prosegue a farsi sentire la rabbia dei genitori dopo l’esplosione al distributore di benzina di via dei gordiani, un disastro annunciato che poteva essere strage di bambini.
L’esplosione a Roma est mette a nudo decenni di incuria e ‘decisioni scellerate’. I genitori: “Istituzioni responsabili. Chiediamo bonifica della scuola colpita”
L’esplosione a Roma est avrebbe infatti messo a nudo decenni di incuria e “decisioni scellerate” che il comitato genitori IC Simonetta Salacone ha sintetizzato in una lettera di denuncia, sulle responsabilità delle istituzioni e la richiesta di bonifica immediata e messa in sicurezza della scuola.
La tragedia sfiorata
La mattina del 4 luglio 2025, un’esplosione assordante ha scosso Via dei Gordiani, nel quartiere Casilino-Prenestino di Roma, generando fuoco e fumi tossici che, ancora una volta, hanno invaso l’area est della Capitale rendendo l’aria irrespirabile.
Pochi minuti dopo l’evento, decine di bambini sarebbero dovuti entrare al centro estivo di Villa de Sanctis, mentre altrettante persone avrebbero popolato la piscina e il campo da tennis del centro sportivo adiacente.
Sebbene in tanti siano rimasti feriti, è indubbi che rispetto alle circostanze di un centro estivo e sportivo affollato di gente, è stata scampata una vera e propria strage, che potenzialmente avrebbe coinvolto numerosi bambini.
Le scuole comunali dell’infanzia “Il Piccolo Principe” e il plesso “Balzani” (comprendente scuola dell’infanzia e primaria), entrambi parte dell’Istituto Comprensivo Simonetta Salacone, sono state duramente colpite e seriamente danneggiate.
La deflagrazione ha divelto istantaneamente le finestre del plesso, causando crolli e crepe strutturali, e fino a pochi giorni prima dell’esplosione, i figli dei membri del Comitato Genitori erano all’interno di quelle aule, e con molta probabilità non potranno farvi ritorno a settembre.
Decenni di denunce ignorate: una catastrofe prevedibile
L’evento del 4 luglio “non è stata una fatalità o una disgrazia improvvisa”. Da oltre un decennio, il Comitato Genitori, seguendo la tenacia del comitato “Albero Magico”, ha incessantemente protestato contro le condizioni di invivibilità dell’area.
“Una ditta che smaltisce metalli, condivide un muro di cinta direttamente con il giardino della scuola dell’infanzia, esponendo per anni bambini tra i 3 e i 5 anni, personale ATA, insegnanti e docenti a innumerevoli sostanze nocive – spiegano -. Le attività presenti sono palesemente inadatte al contesto, con un distributore di carburanti situato a pochi metri di distanza. Le proteste si sono sempre rivolte alle istituzioni, accusate di non tutelare i cittadini, di impedire una vita dignitosa e di mettere a rischio la loro incolumità. La convivenza forzata con rottamatori, demolitori, materiali tossici e altamente infiammabili, e siti di smaltimento di rifiuti, è stata prolungata da continue proroghe e concessioni. Tutto ciò ha favorito l’avanzamento della cementificazione e l’incremento dei rischi ambientali e per la salute pubblica ad essi correlati”.
Rabbia e richieste del comitato genitori
Il Comitato dei Genitori dell’Istituto Comprensivo Simonetta Salacone, pur sconvolto e attonito, si stringe ancora una volta attorno alla comunità educante di cui fa parte, ribadendo la propria solidarietà:
“La paura iniziale si è ora trasformata in rabbia – proseguono -, ed oggi esigiamo con fermezza la bonifica completa e certificata dell’area, un intervento celere per la messa in sicurezza della scuola e la chiarezza assoluta sulle dinamiche che hanno portato all’accaduto. Il pensiero e la vicinanza sono rivolti a tutte le persone ferite e a coloro che non hanno potuto fare ritorno nelle proprie abitazioni o che hanno subito danni di qualsiasi genere. Riflettiamo su quanto è accaduto” – concludono i genitori.
Esplosione a Roma: sulla sicurezza degli impianti le parole del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
Il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, intanto, ha così commentato l’esplosione avvenuta a Roma, sottolineando l’importanza di attendere gli esiti dell’inchiesta in corso, ed evidenziando che gli impianti di questo tipo dovrebbero essere dotati di sistemi specifici per prevenire il ritorno di fiamma.
sono valutazioni difficili da farsi prima di avere in mano la documentazione che vigili del fuoco e tecnici dei vari settori, dalle Arpa per la parte ambientale, ci porteranno dall’inchiesta”
La questione cruciale, secondo il Ministro, non sarebbe dunque la normativa in sé, ma la sua effettiva applicazione e il rispetto degli standard di sicurezza: “Valutazioni difficili che non possono essere formulate prima di aver analizzato la documentazione che verrà fornita dai Vigili del Fuoco e dai tecnici dei vari settori, inclusa l’ARPA per gli aspetti ambientali, nell’ambito dell’inchiesta” – ha concluso Pichetto Fratin, mentre poche ore fa i livelli di diossina in via dei Gordiani sono tornati normali in base ai dati del secondo monitoraggio dell’aria diffuso da Arpa Lazio.


















