Sciopero dei lavoratori della Lidl a Roma e nel Lazio: “Turni massacranti e salari bassi”

Sciopero lavoratori della Lidl di Roma e Lazio, i sindacati: "No ai buoni spesa, sì a veri aumenti”

Clima teso tra i dipendenti della Lidl Italia. Le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori della catena tedesca. Sabato 24 maggio è previsto lo sciopero nazionale per l’intero turno di lavoro. La protesta coinvolge anche i numerosi punti vendita di Roma e del Lazio, dove si stima operino tra i 3mila e i 4mila dipendenti su un totale nazionale di circa 23mila dislocati nei 750 supermercati. Alla base della mobilitazione, la richiesta di migliori condizioni economiche e contrattuali.

Sciopero lavoratori della Lidl di Roma e Lazio, i sindacati: “No ai buoni spesa, sì a veri aumenti”

La decisione è scaturita dall’esito insoddisfacente dell’incontro con la direzione aziendale tenutosi a Bologna lo scorso 14 maggio, al termine di una lunga e complessa trattativa per il rinnovo del contratto integrativo aziendale. “Dopo mesi, se non anni, di negoziato l’unica proposta concreta sul fronte salariale da parte di Lidl è stata l’offerta di buoni spesa. Una misura ritenuta del tutto inadeguata e lontana dalle aspettative dei dipendenti, che non riconosce il loro fondamentale contributo alla crescita esponenziale dell’azienda”, spiega in esclusiva a Canale 10 Maristella Bochicchio funzionaria di Uiltucs che si occupa dia tempo della vicenda.

Le richieste dei dipendenti

Le richieste avanzate dai sindacati, finora respinte dalla multinazionale tedesca, includono la costituzione di un premio di risultato legato agli obiettivi aziendali, l’introduzione di una quota fissa aggiuntiva in busta paga e il riconoscimento dei buoni pasto. Richieste che si scontrano con la proposta aziendale di un generico bonus una tantum da 200 euro. Tra le principali rivendicazioni:

  • un monte ore minimo di 25 ore settimanali,
  •  un contratto integrativo che riconosca il valore e l’impegno del personale,
  • maggiore tutela contro i turni imprevedibili e i ritmi di lavoro insostenibili, in particolare per i lavoratori part-time.

Nel frattempo, è già stato proclamato il blocco degli straordinari e delle prestazioni supplementari.

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Uiltucs: “Un’azienda da 7 miliardi che offre solo bonus una tantum”

“Lidl Italia vanta un fatturato di oltre 7 miliardi di euro e utili che negli ultimi cinque bilanci si aggirano intorno all’1,3 miliardi di euro – sottolinea la sindacalista – Risultati straordinari di cui le lavoratrici e i lavoratori sono i veri protagonisti e che meritano una concreta redistribuzione della ricchezza prodotta”.

Un altro punto cruciale della vertenza riguarda l’organizzazione del lavoro. I sindacati denunciano carichi di lavoro eccessivi, una programmazione incerta degli orari e una mancanza di schemi orari predefiniti e certi, soprattutto per il 75% dei dipendenti che operano con contratti part-time. “L’attuale gestione degli orari non risponde allo spirito delle normative e degli accordi contrattuali”, aggiunge Bochicchio.

“La Lidl è davvero il miglior posto in cui lavorare”

La protesta mira a scuotere la rigidità dell’azienda e a sollecitare un cambio di passo nella trattativa. “Lidl, pur dichiarandosi un ‘Best Place to Work’ in Europa, ossia il miglior posto in cui lavorare, applica nei fatti un modello organizzativo orientato unicamente alla massimizzazione della produttività, spesso a discapito del benessere dei propri dipendenti – afferma Roberta Valenti, segretaria regionale UiltucsChiediamo un riconoscimento tangibile del valore del lavoro svolto, traducendo i successi economici in reali benefici salariali e in migliori condizioni di lavoro”.

Lo sciopero del 24 maggio rappresenta la prima azione di protesta a livello nazionale, ma non si escludono ulteriori mobilitazioni a livello locale se la situazione non dovesse sbloccarsi.

L’agitazione promette di avere un impatto significativo sull’operatività dei numerosi punti vendita Lidl a Roma e nel Lazio, con possibili disagi per i consumatori.