Omicidio Fregene, Gip contesta (anche) tracce di sangue lavate dalle ciabatte

I famigliari di Giada sono convinti della sua innocenza

Omicidio Fregene, Gip contesta tracce di sangue pulite (anche) dalle ciabatte
Tracce di sangue lavate sotto le ciabatte, le ricerche su Google, la cronologia del racconto. Sarebbero questi alcuni degli elementi raccolti contro Giada Crescenzi. La giovane è in carcere nella sezione femminile del penitenziario di Civitavecchia dopo l’omicidio avvenuto a Fregene nella giornata di giovedì 15 maggio.

I famigliari di Giada sono convinti della sua innocenza

Nelle pagine dell’ordinanza le motivazioni che hanno spinto il Gip a non convalidare il fermo ma a tenere comunque in carcere Giada Crescenzi, fidanzata del figlio della vittima, Stefania Camboni.

“La ragazza – scrive il Gip – ha negato di avere tracce di sangue sulle scarpe sostenendo che in tal caso vi sarebbero state delle impronte per terra e, successivamente, incalzata circa gli esiti dei primi accertamenti tecnici che ne confermavano la presenza e il fatto che fossero state lavate ha ipotizzato, come anticipato, di essere entrata in contatto con la zona in cui vi era versamento di sangue nei pressi del corpo della Camboni”.

Inoltre “vi è una concreta necessità di evitare che l’indagata possa interferire manipolando elementi probatori di cui è certamente a conoscenza, così pregiudicando l’accertamento della verità storica e processuale in maniera irrimediabile, anche incidendo sulla posizione di possibili correi che ben possono averla coadiuvata o che possono aver agito in concorso con la stessa”.

Anna Maria Anselmi, legale di Giada, che già ieri aveva affermato che non può essere stata lei ad assassinare Stefania Camboni e che le 34 coltellate non possono essere state inferte da una donna (per dettagli leggi qui), spiega che le tracce rinvenute sono leggere ed è per questo che il Gip ha scritto che sono state lavate.

“Sotto la suola delle ciabatte di Giada – afferma l’avvocato Anselmi – sono state trovate delle leggere tracce di sangue. Quando Giada si è avvicinata probabilmente il piede è finito sotto e c’è stato un lieve contatto. Sono così leggere che ritengono siano state lavate ma non è così. Non sono state lavate”.

I genitori

“Siamo una famiglia comune e perbene. Tra di noi c’è sempre stato rispetto e stima e insieme ci siamo sempre sostenuti. Come genitori abbiamo trasmesso onestà, educazione, rispetto delle  persone e delle leggi. Giada è sempre stata una persona forte, perbene e una gran lavoratrice. Crediamo fermamente nell’innocenza di Giada e confidiamo nella giustizia. Il papà e la mamma di Giada”.

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