Incendio al deposito dei bus a Magliana: l’ipotesi investigativa sull’ennesimo attacco ad Atac

Gesto doloso dietro al rogo del deposito bus di Magliana: la pista sulla quale sta indagando la Polizia di Stato

Le immagini nitide del sistema di videosorveglianza non lascerebbero dubbi: il rogo esploso nel deposito Atac di via Candoni a Magliana, non sarebbe stato causato da un incidente. Alcuni loschi figuri avrebbero scavalcavano il cancello del deposito dell’Atac poco prima dell’incendio. Una pista sulla quale stanno indagando i poliziotti.

Gesto doloso dietro al rogo del deposito bus di Magliana: la pista sulla quale sta indagando la Polizia di Stato

Ad indicarlo sarebbero state le riprese della videosorveglianza secondo quanto riportato da Il Messaggero, facendo così precipitare l’ipotesi di un rogo accidentale, la scorsa domenica 4 maggio, che ha interessato precisamente la parte degli autobus dismessi.

Solo l’ultimo di una lunga serie di incendi e blitz vandalici a danno dei mezzi di trasporto dell’azienda municipalizzata tra incendi e sassaiole che hanno provocato danni su oltre 130 mezzi di trasporto pubblico.

Stavolta i bus finiti a fuoco sono cinque (foto di copertina), e solo alcuni di questi erano fuori servizio, ad aggiungersi a circa quaranta mezzi danneggiati in poco più di un anno.

Sassaiole contro i bus e roghi al depositi Atac: qual’è il collegamento con il campo nomadi di Via Candoni?

Da tempo le forze dell’ordine e la polizia locale hanno documentato una serie di attività illecite all’interno degli insediamenti di via Candoni, fenomeni che si ripetono nonostante i tentativi di superamento di tali strutture. Un’indagine che si è poi estesa giocoforza ai continui blitz e gli atti vandalici al vicino deposito Atac di Magliana.

Situazione esplosiva nonostante i presidi

Nonostante l’impegno costante degli agenti, i presidi delle Forze dell’ordine operativi h24, non sono riusciti a contenere la situazione, che rimane fuori controllo dentro e fuori il campo nomadi, dove sono esplosi incendi e sono stati rilevati allacci abusivi che mettono l’area in condizioni di totale insicurezza.

Lo scorso febbraio un’operazione dei Carabinieri ha portato all’identificazione di oltre 250 persone di etnia romena e bosniaca, tra cui numerosi minorenni e quasi la metà con precedenti penali, tra cui una banda ritenuta autrice di una serie di furti aggravati ai danni di auto parcheggiate nel centro di Roma.