Roma, nuovo blitz degli attivisti Extinction Rebellion: il pericoloso free climbing a Ponte Vittorio Emanuele (VIDEO)

Dal ponte Vittorio Emanuele si calano con lo striscione "Difendere la Terra, non i confini": attivisti di Extinction Rebellion contro capi di Stato e Ministri

Ennesima spettacolare protesta degli Attivisti di Extinction Rebellion che questa mattina si sono calati dal Ponte Vittorio Emanuele con un pericoloso “free climbing” porta bandiera.

Dal ponte Vittorio Emanuele si calano con lo striscione “Difendere la Terra, non i confini”: attivisti di Extinction Rebellion contro capi di Stato e Ministri

L’azione dimostrativa ad alto impatto visivo è stata messa in atto da due attivisti appartenenti al movimento Extinction Rebellion. Le due persone si sono arrampicate e appese al celebre ponte Vittorio Emanuele II, situato nelle immediate vicinanze di San Pietro, srotolando un ampio striscione con un messaggio chiaro e diretto: “Difendere la Terra, non i confini”.

Un’audace protesta che ha immediatamente catturato l’attenzione dei passanti e fatto scattare l’allarme sicurezza nella zona per bloccare gli attivisti che si erano spinti ad un gesto stavolta fin troppo rischioso per un gesto eclatante e per catturare l’attenzione dei media in un momento di grande visibilità internazionale nella città di Roma.

“Difendere la Terra, non i confini”: il messaggio degli attivisti contro i leader mondiali

L’azione degli attivisti di Extinction Rebellion rappresenta un secondo atto di denuncia veemente nei confronti di capi di Stato e ministri provenienti da ogni angolo del globo, giunti a Roma per partecipare alle celebrazioni in corso.

Attraverso il loro striscione, come sottolinea il comunicato trasmesso a seguito del blitz gli attivisti intendono “smascherare quella che definiscono l’ipocrisia di leader mondiali” che, pur partecipando a cerimonie di alto significato simbolico, sarebbero colpevoli di perpetuare politiche estrattiviste dannose per il pianeta e di adottare misure anti-migratorie in contrasto con i principi di solidarietà e accoglienza.

E con il messaggio “Difendere la Terra, non i confini” avrebbero voluto sintetizzare la loro critica radicale a un sistema che, a loro dire, privilegia gli interessi economici a breve termine e le logiche di divisione nazionalistica a scapito della salvaguardia del futuro del pianeta e del rispetto dei diritti umani.

L’organizzazione Extinction Rebellion è nota per le sue azioni di disobbedienza civile non violenta, per sensibilizzare l’opinione pubblica e a esercitare pressione sui governi affinché intraprendano azioni concrete e urgenti per contrastare il cambiamento climatico e la crisi ecologica.

La scelta di un luogo iconico come il ponte Vittorio Emanuele e di un momento di grande risonanza mediatica come le celebrazioni in corso non è casuale. Gli attivisti mirano a intercettare l’attenzione dei leader mondiali e dell’opinione pubblica globale, portando all’attenzione temi cruciali come la necessità di una transizione ecologica radicale e l’importanza di superare le divisioni nazionali per affrontare le sfide globali in modo unitario e solidale.

Piuttosto imponente l’impatto visivo dell’azione e del messaggio veicolato dallo striscione per scuotere le coscienze, che ha inevitabilmente causato il caos nella zona dove sono repentinamente intervenute le forze dell’ordine.

Le conseguenze dell’azione degli attivisti

Per l’ennesima azione degli attivisti di Extinction Rebellion sul ponte Vittorio Emanuele dopo il blitz di ieri al Colosseo che ha seguito i funerali del Papa, e dove un gruppo di attivisti del movimento ambientalista ha srotolato un grande striscione da una delle arcate del Colosseo con la scritta Disarmare la Terra, è prevedibile che le due persone coinvolte nell’azione dimostrativa dovranno affrontare conseguenze legali.