Roma, a 2 anni costretto a cercare il cibo tra i rifiuti e poi abbandonato: genitori condannati

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Foto di repertorio di un campo rom

Obbligano il figlioletto di poco più di due anni a cercare con loro il cibo tra i rifiuti e poi una volta scoperta la sua disabilità, un forte ritardo cognitivo, lo lasciano fuori dalla porta degli assistenti sociali al I Municipio, abbandonandolo.

Il piccolo secondo i giudici sarebbe stato costretto a cercare cibo tra i rifiuti: genitori condannati per maltrattamenti

Si è chiusa con una condanna a due anni e quattro mesi di carcere con l’accusa di maltrattamenti in famiglia una storia di degrado e povertà consumatasi anni fa a Roma, nel campo rom di via Candoni.

Per i due genitori, due romeni di etnia rom, 46 anni il padre e 32 la madre, il giudice nelle motivazioni ha riconosciuto le attenuanti generiche proprio “per la marginalità sociale” in cui vivevano gli stessi imputati assieme al piccolo e agli altri figli. L’unica fonte di reddito: qualche euro e piccole offerte concesse dagli altri residenti dell’insediamento in cambio del riordino della spazzatura.

La ricostruzione in aula

Ed è lì che il piccolo sarebbe stato visto frugare facendo scattare la segnalazione ai servizi sociali. Un bambino che poi all’età di tre anni e mezzo – era il gennaio del 2018 – è stato “abbandonato” in Municipio.

Un atto di estremo amore verso il figlio dopo aver compreso di non avere gli strumenti per aiutarlo”, ritiene l’avvocato Raffaella Monaldi, che si è battuta nel processo di primo grado a difesa dei genitori spuntando le attenuanti generiche. Ora del caso se ne discuterà in appello.

La coppia non si è mai presentata in aula, risultava irrintracciabile. A parlare davanti ai giudici le assistenti sociali. “Il piccolo era privato di cibi puliti e di pappe”, il loro racconto. “Era costretto a vivere in condizioni igieniche pessime”, hanno spiegato alla Corte della V sezione penale del tribunale di Roma che poi ha optato per la condanna anche se mitigata dalla “marginalità sociale” dell’intera famiglia.

Il precedente

Un caso quello del piccolo rom ora affidato in una casa famiglia che ha un precedente agghiacciante, quello dei due fratellini di 4 e 6 anni – sempre di etnia rom – costretti a mangiar terra per la fame e salvati dalla Polizia mentre vagavano denutriti nelle campagne di Ardea. La mamma è stata condannata a 10 anni di carcere.

Entrambi presentavano gravi problemi alimentari – avevano segnalato in procura inoltre i pediatri dell’Umberto I che hanno curato i due bimbi per mesi –  La malnutrizione da loro subita era talmente grave che alcuni esami lasciavano pensare, a causa dei residui nello stomaco, che avessero mangiato terra”.