Torna di moda parlare della autonomia di Ostia da Roma. L’attività del Comitato per la nascita del Comune di Ostia e Ostia Antica, pure fortemente documentata riguardo al possibile assetto economico e urbanistico, si era infranta contro lo statuto per Roma Capitale e una originale proposta di legge parlamentare ha rilanciato il tema. Peraltro con innovazioni importanti anche rispetto al passato.
Novità con la proposta di legge che sblocca la battaglia per la autonomia di Ostia: la legge su Roma Capitale esautorava la Regione Lazio dalla possibilità di indire il referendum per il suo distacco
Il 23 gennaio scorso i deputati di Azione, Ettore Rosato e Valentina Grippo, hanno depositato alla Camera dei Deputati una proposta di legge per la “Istituzione del Comune di Ostia”. Il testo della proposta, supportata da una introduzione di tre pagine, consta di tre soli articoli.
Perché una proposta di legge
Sul piano tecnico il movimento autonomista da un paio di anni si era fermato di fronte a un ostacolo insormontabile: con la legge istitutiva di Roma Capitale, la Regione Lazio non è più competente riguardo alla separazione amministrativa di frazioni del comune di Roma. Il caso vissuto nel 1989, con il referendum nel quale i residenti di Fiumicino (XIV Circoscrizione) decisero di costituirsi in comune indipendente (varato nel 1994), oggi non potrebbe ripetersi se non per espressa decisione del Parlamento.
Le ragioni di un Comune di Ostia
Il ragionamento degli onorevoli Rosato e Grippo parte da un elemento essenziale: “pur avendo Ostia il lungomare più esteso d’Italia con spiagge ampie e mare fruibile per molti mesi l’anno, un parco archeologico tra i più importanti al mondo e un’area verde estesa, è in una condizione di forte ritardo socioeconomico dovuta proprio all’impossibilità di essere adeguatamente gestita con l’attuale status amministrativo”. Viene ricordato che il X Municipio è esteso 150 km quadrati, praticamente grande quanto il Comune di Milano. Presenta una popolazione di circa 236mila residenti, presenze che durante l’estate si raddoppiano per arrivare a punte di un milione di persone nei giorni di alta stagione.
Nonostante il potenziale legato alla qualità della vita e alle attività produttive sia altissimo, denunciano i due deputati di Azione, quello del X Municipio è “un territorio che in alcune aree vede un marcato disagio sociale che ha bisogno di azioni efficaci e sostanziali che solo un comune autonomo potrà porre in essere, risultato lo strumento dell’amministrazione municipale, anche per il fallimento di ogni ipotesi di reale decentramento amministrativo, del tutto inadeguato agli scopi, alle dimensioni ed alle peculiarità di Ostia”.
Un’autonomia, quella di Ostia, che gioverebbe anche ai romani per la riduzione del territorio di Roma Capitale e delle problematiche che quello costiero comporta, inclusi gli sforzi economici che ne derivano oggi.
Cosa prevede la proposta di legge per la istituzione del comune di Ostia
L’istituzione del nuovo Comune di Ostia prevederebbe l’eventuale distacco dal Campidoglio di tre specifiche aree urbanistiche: Ostia Nord, Ostia Sud e Ostia Antica. Non vendono indicate delimitazioni fisiche, come indicato dal Comitato per l’autonomia, ma zone urbanistiche già definite dal Comune di Roma. “Si verrebbe a creare – è scritto nella proposta di legge – un comune autonomo con una popolazione di circa 100.000 abitanti: sarebbe il terzo comune del Lazio in termini di popolazione” con una superficie di circa 90 km quadrati.
Le innovazioni della proposta di legge
Nella richiesta dei deputati di Azione si chiede di istituire il Comune di Ostia a partire dal 1° gennaio 2026. Subordinando, comunque, la decisione al parere – che però non è vincolante, una contraddizione in termini – della Commissione toponomastica della Regione Lazio. Ovviamente, la nascita della nuova entità amministrativa sarebbe successiva solo “allo svolgimento di un referendum consultivo nelle succitate zone urbanistiche”.
E’ importante evidenziare che gli on.li Rosato e Grippo intendono coinvolgere nel referendum consultivo esclusivamente gli aventi diritto al voto residenti a Ostia e Ostia Antica. Per “popolazioni interessate” al distacco amministrativo, dunque, si intendono solo quelle dell’ambito territoriale che intende separarsi.
Una novità importante è anche il quorum di elettori da raggiungere. Nel 1999 il referendum per il distacco dell’allora XIII Circoscrizione da Roma fallì perché non si raggiunge il quorum degli aventi diritto al voto ovvero la maggioranza degli elettori. Con la nuova proposta di legge “per la validità del referendum non è richiesto il raggiungimento del quorum di partecipazione del cinquanta per cento più uno degli aventi diritto al voto”.
Infine, riguardo ai tempi, “il Prefetto, entro tre mesi dall’entrata in vigore della presente legge, stabilisce la data di svolgimento del referendum consultivo”. Quindi tempi brevi per la consultazione.
Nel caso dovesse vincere il “sì” alla nascita della nuova realtà comunale, “sino allo svolgimento delle prime elezioni, entro il termine di sei mesi, il Prefetto provvede all’amministrazione del Comune di Ostia a mezzo di un commissario”. Ed entro sei mesi dall’istituzione del Comune di Ostia, “il Presidente della Regione Lazio con proprie delibere in accordo con Roma Capitale e il commissario di cui al comma precedente, sentite le rappresentanze sindacali unitarie di Roma Capitale, provvede all’attribuzione delle risorse finanziarie, umane e materiali spettanti al Comune di Ostia mediante scorporo da quelle complessive attribuite a Roma Capitale”. Ribadiamo, per queste incombenze amministrative il Comune di Fiumicino impiegò ben cinque anni prima di diventare realtà a sè stante.

















