Il Centro di raccolta Ama destinato ad aprire i battenti all’Infernetto poggerebbe le basi su un falso in atto pubblico. Lo sostiene in una nota LaBur, il Laboratorio di Urbanistica che aveva, tra l’altro, impugnato uno degli atti amministrativi preisti dall’iter autorizzatorio scaturito dalla Determinazione dirigenziale con cui l’Assessorato all’ambiente di Roma Capitale, nel 2019, aveva approvato il progetto esecutivo propedeutico alla costruzione dell’impianto.
Il Centro di raccolta Ama dell’Infernetto “è illegale ed è stato messo in cantiere violando il codice penale”
Secondo LaBur, che aveva impugnato l’atto con un ricorso ricorso formalizzato il 27 settembre del 2023 e consistente in una Relazione Tecnica Illustrativa propedeutica a una nuova Determinazione Dirigenziale, l’intero iter sarebbe viziato perché fondato sulla falsificazione di una condizione indispensabile per consentire al Centro Ama di essere edificato.
L’area destinata al Centro Ama coincide con una porzione di terreno che avrebbe dovuto essere impiegata per costruirvi una scuola materna e cioè in via Wolf Ferrari all’angolo con via Soffredini dove, tra l’altro, venerdì 7 luglio 2023, gli abitanti del quartiere residenziale rimasero senza parole di fronte alle ruspe giunte sul posto per aprire il cantiere del Centro incuranti degli effetti devastanti prodotti sull’asfalto con i loro cingolati.
Il falso consisterebbe, secondo LaBur, nell’aver individuato in alternativa a quelle inizialmente destinate alla scuola di due particelle del piano regolatore in realtà già occupate per tutt’altra finalità.
Le due particelle destinate a ospitare il plesso scolastico al posto di quelle originarie prese in carico da Ama verrebbero infatti a ricadere, rispettivamente, proprio sulla sede stradale di via Ceccarossi evidentemente incompatibile a ospitare una scuola a meno di chiuderla definitivamente al transito di chiunque e, in secondo luogo, su un’area cani già operativa da tempo.
Proprio quest’ultima particella catastale, rileva LaBur, secondo quanto dichiarato pubblicamente dall’Assessore al Verde del X Municipio, Valentina Prodon, è stata rinominate “Parco Columbia” e verrà utilizzata per tutt’altra finalità secondo quanto previsto dai cosiddetti “Patti di Collaborazione” stipulati per la gestione delle aree verdi tra l’amministrazione, da un lato, e i cittadini dall’altro.
L’assegnazione di un luogo diverso in cui realizzare il nuovo istituto destinato ai bisogni educativi dell’infanzia sarebbe, pertanto, costruita su un castello di carte illegittime e suscettibili di essere annullate dal punto di vista amministrativo considerato che si fonderebbero su un atto illecito anche dal punto di vista penale.
Se la situazione prospettata da LaBur corrispondesse a verità, infatti, anche la Delibera di Giunta del 29 dicembre del 2023 di approvazione del progetto definitivo del Centro Ama e lo spostamento della scuola materna in un’area inidonea sarebbe contraria alla legge e, dunque, nulla.
LaBur sollecita, pertanto, il X Municipio a convocare la riunione di una Commissione Congiunta chiesta dai presidenti Marco Belmonte e Leonardo Di Matteo auspicando che, in tale contesto, intervengano per fornire i chiarimenti dovuti anche i dipartimenti e gli uffici coinvolti nel progetto.
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