Cibo deteriorato e sporcizia in un panificio di Anguillara Sabazia sottoposto a pesanti sanzioni da parte dei carabinieri del Nucleo Antisofisticazione e Sanità (Nas) di Roma.
Cibo deteriorato e sporcizia in un panificio di Anguillara Sabazia sottoposto a controllo dai militari dell’Arma
Ingredienti stipati senza tracciabilità in contenitori anonimi, carne in evidente stato di decomposizione e un livello igienico inaccettabile. È questo lo scenario rilevato dai carabinieri della Compagnia di Bracciano all’interno di un noto panificio di Anguillara Sabazia, nel corso di un’articolata operazione straordinaria finalizzata alla tutela della salute pubblica e alla sicurezza alimentare.
L’ispezione
L’ispezione, condotta in stretta sinergia con i militari specializzati del Nucleo Antisofisticazione e Sanità (N.A.S.) di Roma e con gli agenti della Polizia Locale, rientra in un più ampio piano di verifiche capillari sugli esercizi commerciali della zona circostante al lago di Bracciano.
Tuttavia, quanto scoperto all’interno del laboratorio di panificazione ha spinto le forze dell’ordine ad adottare immediatamente provvedimenti severissimi per scongiurare rischi reali per la popolazione.
Il bilancio dell’operazione è costato al titolare dell’attività una denuncia a piede libero all’autorità giudiziaria.
L’accusa di cui dovrà rispondere è pesante avendo destinato alla vendita, alla somministrazione e alla commercializzazione al dettaglio prodotti alimentari in evidente stato di degrado.
Nel corso della perquisizione dei locali di conservazione, gli inquirenti hanno individuato e posto sotto sequestro penale 11 chilogrammi di carne e 6 chilogrammi di pasta fresca. La merce era stipata all’interno di recipienti anonimi, completamente privi di etichettatura o indicazioni sulla provenienza, ricoperta da uno strato denso di brina e ghiaccio e caratterizzata da marcate alterazioni cromatiche, evidente segnale di un processo di alterazione microbiologica già avanzato.
Lo stato delle cucine
Le irregolarità, tuttavia, non si sono esaurite nella cattiva conservazione delle materie prime. L’attenzione degli ispettori si è subito spostata sugli ambienti di lavoro e sulla cucina. Le pessime condizioni strutturali e una carenza generalizzata di pulizia oltre al mancato rispetto delle norme fondamentali di igiene, hanno comportato la sospensione temporanea dell’attività.
Per poter riaprire e riprendere la produzione nei locali finiti sotto indagine, la proprietà dovrà obbligatoriamente ottemperare a rigide prescrizioni di sanificazione e adeguamento edile.
Contestualmente, è scattato un ulteriore sequestro amministrativo per un cospicuo lotto di generi alimentari risultati non conformi ai requisiti generali imposti dai regolamenti sulla sicurezza alimentare. Al termine delle operazioni e della verbalizzazione dei rilievi, le violazioni riscontrate hanno portato alla contestazione di sanzioni pecuniarie ed amministrative a carico dell’esercente per un importo totale di circa 15.000 euro. I controlli sul territorio proseguiranno anche nei prossimi giorni per garantire la salute dei consumatori.


















