I tombaroli non l’avevano vista: trovata tra le tombe etrusche di Monte Abatone un’olla stamnoide

Sfuggito al saccheggio clandestino delle tombe etrusche di Cerveteri recuperato un importante reperto archeologico 

I tombaroli non l’avevano vista e grazie a una falla nel sistema clandestino di drenaggio delle antiche tombe etrusche grazie agli scavi condotti a Monte Abatone, nel territorio di Cerveteri, è stata rinvenuta un’olla stamnoide.

Sfuggito al saccheggio clandestino delle tombe etrusche di Cerveteri recuperato un importante reperto archeologico

Un intervento urgente di messa in sicurezza della necropoli si è trasformato in uno straordinario recupero archeologico. Le operazioni, avviate a causa del rischio crollo che minacciava alcune strutture, hanno permesso di riaprire con la massima cautela, dovuta alla fragilità del tufo, alcune camere funerarie che nessuno esplorava ormai da secoli.

La scoperta

A rendere noti i dettagli è la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria Meridionale. Ciò che è riemerso supera di gran lunga la sola tutela conservativa: una prima camera preserva ancora buona parte della sua volta originaria; una seconda svela raffinati arredi funerari scolpiti direttamente nella roccia, inclusi veri e propri troni; una terza ha restituito ampie tracce di decorazioni dipinte in rosso lungo le pareti.

Le visite clandestine

Le tombe, in realtà, erano già state violate in passato dai tombaroli, ma i clandestini non avevano visto tutto. Tra i resti sfuggiti ai saccheggi, gli archeologi della Soprintendenza hanno recuperato un’olla stamnoide (vale a dire un vaso leggermente schiacciato, a bocca larga e provvisto di due anse orizzontali) rimasto quasi del tutto integro. L’opera, impreziosita da incisioni raffiguranti animali e dettagli dipinti in rosso, ha mostrato fin dal momento dello scavo una qualità eccezionale e verrà esposta al pubblico una volta terminato il restauro.

Situata nel territorio comunale di Cerveteri, la necropoli di Monte Abatone rappresenta una delle aree sepolcrali più importanti dell’antica Caere, tra le città etrusche più potenti del Lazio tirrenico tra il IX e il IV secolo a.C.

Le sue tombe a camera documentano l’evoluzione architettonica e i rituali di una società aristocratica arricchitasi grazie al ruolo di porto naturale nei commerci tra Etruria, Grecia e Fenicia. Ricchezze che, come dimostra questo felice ritrovamento, continuano a riemergere proprio dove nessuno aveva pensato di cercare.