Tensione altissima al liceo Giordano Bruno di Roma, dove l’intervento delle forze dell’ordine durante una protesta studentesca ha scatenato accese polemiche. La dirigenza scolastica ha richiesto l’ingresso della polizia nell’istituto, portando all’identificazione e al fermo di diversi giovani, mentre i movimenti studenteschi denunciano la linea dura adottata.
Polizia di Stato interviene su segnalazione della dirigenza scolastica del Liceo Giordano Bruno: identificati 12 ragazzi a volto coperto con catene, in sette erano estranei al liceo
Una mattinata di forte tensione e contestazione si è consumata all’interno del liceo Giordano Bruno di Roma, trasformando la sede scolastica nel teatro di un massiccio intervento delle forze dell’ordine. Gli agenti di polizia sono entrati nel perimetro dell’istituto a seguito di una chiamata d’emergenza inoltrata direttamente dalla dirigenza scolastica, per gestire una mobilitazione in corso.
Secondo quanto fatto sapere dai rappresentanti della Rete degli Studenti Medi del Lazio, le forze dell’ordine sono intervenute mentre era in atto una protesta guidata dai ragazzi per occupare la struttura.
L’azione della polizia si è conclusa con l’allontanamento e il successivo accompagnamento in commissariato di diversi giovani presenti all’interno del liceo, scortati dalle pattuglie tra lo sconcerto e la rabbia dei compagni.
La ricostruzione della Questura tra volti coperti e catene
Diversa è la ricostruzione dei dettagli emersa dalle fonti della Questura di Roma, che chiariscono le motivazioni alla base dell’intervento all’interno dell’edificio scolastico. La segnalazione ufficiale della dirigente scolastica sarebbe infatti scattata dopo aver notato la presenza nel piazzale e nei locali di un gruppo di giovani con il volto integralmente coperto e in possesso di catene al seguito.
All’arrivo delle pattuglie, gli agenti hanno individuato e bloccato sette ragazzi presenti nell’area, i quali, a seguito degli accertamenti e delle verifiche anagrafiche, sono risultati non essere iscritti al liceo Giordano Bruno.
I sette esterni sono stati scortati negli uffici del commissariato per le procedure di identificazione formale e successivamente riaffidati ai rispettivi genitori. Nel corso delle medesime operazioni, la polizia ha identificato altri cinque giovani rintracciati nel giardino dell’istituto, anch’essi trovati con i volti coperti e catene a disposizione.
La denuncia della Rete Studenti e l’accusa di repressione
L’episodio ha suscitato l’immediata e dura reazione delle organizzazioni studentesche regionali, che hanno condannato l’uso della forza pubblica in un contesto di protesta scolastica. La Rete degli Studenti Medi ha diffuso una nota di ferma protesta.
Per gli esponenti del movimento giovanile, la scelta di fare entrare la polizia a scuola rappresenta un punto di non ritorno nella gestione della protesta. «L’episodio si inserisce in un clima di crescente criminalizzazione del dissenso giovanile e delle forme di protesta all’interno delle scuole», prosegue il comunicato diffuso dal collettivo.


















