(Adnkronos) – “Io sono contento perché a novembre vado a correre la Maratona di New York”. Le parole di Cristian oggi sono realtà, ma partono da lontano. Era il pranzo di Natale del progetto InSuperAbile 2025. A quella tavola, per la prima volta, Maria Luisa Garatti, campionessa paralimpica con Sclerosi Multipla, parlava a un ragazzo della mitica e leggendaria Maratona di New York. Cristian, che vive con una disabilità cognitiva e uditiva e gioca a calcio in una società sportiva paralimpica del suo territorio, la ascolta e qualcosa in lui si accende. Perché non provarci?
Quando capisce che può succedere davvero, impazzisce di gioia. I genitori dicono sì con entusiasmo, e lo dicono sul serio, mettendo per primi un grande impegno nell’impresa: sono loro a farsi carico della spesa del viaggio, perché un sogno, per partire, ha bisogno anche di un biglietto. Poi guardano il problema in faccia: quarantadue chilometri sono lunghi, New York è lontana e Cristian ha bisogno di supporto. Vania Guerini, presidente della Cooperativa La Nuova Cordata di Iseo, la casa dove Cristian va ogni giorno, decide di cercare chi possa stargli accanto. Bussa al Lions Club Sebino, che a sua volta si rivolge al Lions Club Brescia Teamlife, da anni capace di trasformare desideri in realtà con ‘La Valigia dei Sogni’, un progetto di solidarietà. Dietro quel nome ci sono le iniziative di un anno intero, i volontari che le tengono in piedi e i viaggi del presidente Ersilio Ambrosini, che portano la valigia lontano, verso persone pronte a credere nel valore di un sogno. Teamlife sceglie di sostenere le spese di un accompagnatore e il Lions Club Sebino fa rete e offre il suo contributo. Perché quando le forze si uniscono, un sogno arriva a chi ne ha più bisogno. Parte così una catena di sì, e nessuno la tiene per sé: ciascuno mette quello che ha, il tempo, le gambe, l’esperienza, il sostegno.
L’accompagnatrice è Silvia Iore ‘Cioka’, operatrice della Cooperativa La Nuova Cordata, la persona con cui Cristian condivide molti dei suoi progetti formativi. Un volto familiare: accompagnarlo a New York è il passo successivo di un cammino che fanno già insieme tutti i giorni e per questo è un tassello fondamentale di questo sogno. Con la corsa, però, Silvia parte da zero, e dice di sì senza sapere ancora la parte più impegnativa: per stare accanto a Cristian dovrà correre con lui tutti i 42 chilometri e 195 metri, e quindi allenarsi, allenarsi, allenarsi. A giugno si comincia, con le indicazioni del dottor Gabriele Rosa, presidente di Rosa Associati. Un’istituzione quando si parla di maratona.
Quindi, alzatacce all’alba. E, a dare il passo, un super allenatore: Giancarlo Rodenghi detto Goghi, che ha preso questo obiettivo particolarmente a cuore. Lo segue con passione, pazienza e un’assiduità che non conosce pause. Scrive le settimane una per una e trova il metodo giusto: corsa e cammino a turno e ogni volta qualche minuto di cammino in meno, regalato alla corsa. Ma il suo ruolo più grande non si misura in chilometri: Goghi è insieme allenatore e motivatore, chi indica la strada e chi fa credere che si possa percorrere. Il primo a sorprendersi, però, è proprio lui. Il piano viene costruito con cura, ma Cristian e Silvia mostrano una predisposizione inaspettata: corrono subito più a lungo di quanto si sarebbe potuto immaginare all’inizio, e i minuti di cammino si riducono più in fretta del previsto. Oltre ogni aspettativa. Una sorpresa così, per chi allena e motiva, vale più di un cronometro: dice che la strada è quella giusta.
Da Veduggio con Colzano, in provincia di Monza e Brianza, arriva Omar Ratti, runner che si mette in gioco come seconda guida: un paio di gambe in più accanto a Cristian. La sua è una storia di riscatto e di voglia di non arrendersi: hanno pesato anni difficili, di salute e di fiducia in sé, e poi è arrivata la corsa, che gli ha cambiato la vita e gli ha dato la forza di ricominciare. Di maratone ne ha già corse sette con la sua amica e motivatrice, Maria Luisa Garatti. Oggi affronta una sfida che per lui vale molto più di una gara: mettersi ancora in gioco, superare le proprie paure, dimostrare a sé stesso che i limiti, qualche volta, sono proprio quelli che ci imponiamo. Perché la corsa non cambia soltanto il corpo: può cambiare la vita, creare legami profondi e insegnare che non è mai troppo tardi per ricominciare. Per la campionessa paralimpica Maria Luisa Garatti, intanto, il cerchio si chiude. Nel 2016, dieci anni fa, New York era stata la sua prima maratona, con un gruppo di persone con Sclerosi Multipla, del progetto dell’associazione che presiede, ‘Se Vuoi Puoi’. Quel traguardo era stato l’inizio del suo percorso da atleta paralimpica e del suo modo di usare lo sport, come testimonianza e come inclusione. Da allora ha continuato nel percorso delle World Marathon Majors. Torna per la quinta volta, nel decennale della prima, per la sua ventesima maratona, con il sostegno di BCC Basso Sebino. Il testimone, adesso, passa: chi dieci anni fa muoveva i primi passi verso quel traguardo corre accanto a chi li muove oggi, e a Cristian per prima ha parlato di quella strada.
Un sogno così, però, non parte da solo: va reso possibile in ogni dettaglio. È il lavoro di Rosa Associati, che ha creduto fin da subito in questo progetto mettendo a disposizione l’esperienza del dottor Gabriele Rosa, autore delle prime indicazioni di allenamento, oltre alla gestione dell’intera trasferta. Dalla vittoria di 11 maratone di New York con atleti professionisti alla distribuzione di viaggi e pettorali per gli amatori, la società affianca da sempre alla competenza tecnica una profonda vocazione sociale. Per il dottor Rosa, in carriera allenatore di tanti campioni, lo sport è prima di tutto uno strumento di inclusione, un elemento al centro anche di numerosi progetti per persone con disabilità o patologie (come fu per Maria Luisa dieci anni fa, uno dei tanti legati alla Maratona di New York). Perché organizzare significa creare le condizioni affinché ciascuno possa conquistare il proprio traguardo. Sportland veste i quattro con la stessa maglia, consegnata venerdì 23 ottobre a Iseo, durante l’incontro con i partecipanti e i sostenitori. La Nuova Cordata resta il posto dove Cristian cresce, tra le attività socioeducative e le persone che fanno il tifo per lui.
Quattro maglie uguali, quattro storie diverse, un solo tracciato. Cristian, Maria Luisa, Silvia e Omar affronteranno gli stessi 42 chilometri e 195 metri, ciascuno con le proprie fatiche, e nessuno correrà al posto di un altro: ciascuno correrà con gli altri. Una disabilità non definisce una persona, è una delle caratteristiche della sua storia. Una società inclusiva non costruisce percorsi speciali: rende accessibile a tutti lo stesso percorso. Il messaggio di questa impresa condivisa nella Grande Mela continuerà di sicuro a vivere nelle scuole, nelle associazioni e nelle aziende, ben oltre la linea del traguardo. “Io sono contento perché a novembre vado a correre la Maratona di New York”. Cristian continua a ripeterlo a tutti. Il 1° novembre sarà alla partenza con la stessa maglia di tre compagni di strada e un percorso uguale a quello di tutti gli altri. Il primo passo sarà il suo. E sarà il suo anche il primo ringraziamento a un progetto reso possibile da Lions Club Brescia Teamlife (progetto “La Valigia dei Sogni”), Lions Club Sebino, BCC Basso Sebino, Rosa Associati, Sportland, Cooperativa La Nuova Cordata. Perché unire le forze, spesso, è il primo passo per sognare.
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