C’erano le autorità, i familiari, gli ex dipendenti ma soprattutto tanti dei circa 15mila studenti che Giovanni Camilli ha diplomato nelle sue scuole in 28 anni di insegnamento, attività proseguita per altri 25 anni dalla figlia Linda. Oltre trecento persone hanno preso parte stamattina alla intitolazione di un giardino alla sua memoria, in via Isole del Capoverde tra via Marenco di Moriondo e via Carlo Bosio.
Cerimonia ricca di ricordi e di richiami ai sani valori della società quella per l’intitolazione del giardino a Giovanni Camilli, un educatore che ha dedicato la vita alla scuola e allo sport
Per i presenti è stata un’occasione per ripercorrere una storia d’amore e di valori tra le giovani generazioni e Giovanni Camilli, titolare di diverse scuole parificate e di corsi di recupero. Lo hanno sottolineato quanti, tra i presenti, si sono diplomati grazie a quegli insegnamenti ma anche chi, da dipendente, ha potuto permettersi una vita serena e la formazione di una famiglia. La figura di un papà per tutti, dunque, non solo di Linda, figlia unica che ha voluto fortemente questo momento di riconoscenza pubblica. Con lei anche la nipote di Giovanni, Flaminia, rimasta affascinata dalle parole di commemorazione per un nonno che non ha conosciuto.
E’ toccato al presidente del X Municipio Mario Falconi fare gli onori di casa, salutando gli intervenuti e disciplinando gli interventi sul palco allestito dal Cerimoniale Comunale. Si sono alternati al microfono una delle segretarie, che ha ricordato aneddoti legati al rigore e alla generosità di Giovanni Camilli, la consigliera Comunale Maria Cristina Masi e quella municipale Sara Adriani, entrambe promotrici dell’intitolazione, il generale Gianni Gola, per decenni comandante del gruppo polisportivo Fiamme Gialle del quale il professore è stato convinto supporter.

Linda Camilli ha commosso la platea enunciando il tenace attaccamento del papà ai valori del rispetto, della solidarietà, dell’educazione che Giovanni riproduceva nel lavoro come in famiglia.
A chiudere gli interventi, prima della messa a dimora di un olivo, simbolo di pace, donato dagli ex dipendenti alla cittadina, è stato il delegato del sindaco Giovanni Zannola. “Figlio di Ostia”, come si è definito lui stesso, città dove è nato, dove ha studiato, dove ha giocato a calcio e dove continua a vivere, il capogruppo capitolino del Pd ha ribadito il senso dell’intitolazione di un giardino alla memoria di un cittadino che è stato modello ed esempio per le generazioni passate e, si spera, possa continuare a esserlo in futuro. Per usare le parole di Masi, “in un momento in cui la cronaca ci richiama alla responsabilità di investire nella formazione delle nuove generazioni, ricordare Giovanni Camilli significa riaffermare il valore dell’educazione. Questo spazio sia un luogo di incontro e un punto di riferimento per la comunità, nel segno del suo esempio”.



















