Un’articolata inchiesta della Procura della Repubblica di Roma sta facendo luce su presunte irregolarità legate all’andamento delle azioni della SS Lazio SpA. Le indagini, condotte dai Carabinieri, mirano a verificare l’ipotesi di manipolazione del mercato attraverso la diffusione di notizie rivelatesi potenzialmente idonee ad alterare il valore dei titoli.
Sotto la lente dei Carabinieri i post sui social e gli articoli sul club della Lazio: ipotizzate manovre per influenzare il valore delle azioni
La Procura della Repubblica di Roma, attraverso i magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia, ha avviato un’indagine giudiziaria per fare chiarezza su una serie di condotte che potrebbero aver condizionato il valore azionario della società calcistica SS Lazio, quotata sul mercato finanziario.
Nell’ambito di questo fascicolo d’inchiesta, i Carabinieri del Nucleo Investigativo hanno recentemente eseguito una serie di decreti di perquisizione a carico di diversi soggetti finiti sotto la lente degli inquirenti.
Tra i profili attenzionati dall’autorità giudiziaria figurano il presidente della Banca del Fucino, l’amministratore delegato della medesima struttura creditizia e un giornalista.
L’ipotesi di reato formalmente contestata nel provvedimento dagli inquirenti capitolini è quella di manipolazione del mercato, un fatto di rilevanza penale previsto per la tutela della trasparenza e dell’equilibrio dei mercati finanziari.
La presunta diffusione di notizie e il quadro delle contestazioni
Secondo la ricostruzione preliminare formulata dai pm romani, gli indagati avrebbero agito in concorso tra loro e con altri soggetti, alcuni dei quali figurano ancora in fase di identificazione da parte degli investigatori.
L’accusa provvisoria ipotizza un concorso morale e materiale nella propagazione di notizie ritenute non corrispondenti al vero, diffuse sia attraverso piattaforme di social network sia tramite testate e pubblicazioni specializzate. Le informazioni al centro del controllo della Magistratura riguardavano presunti scenari relativi alla compagine societaria biancoceleste.
In particolare, si faceva riferimento a un’imminente cessione del pacchetto di controllo del club da parte dell’attuale presidente Claudio Lotito, a un presunto stato di difficoltà finanziaria e decozione delle società riconducibili al patron, fino all’ipotesi di una presunta volontà strategica di spingere la squadra verso la retrocessione per beneficiare dei contributi economici previsti.
La tutela dei mercati finanziari e periodo contestato
L’attenzione dell’autorità giudiziaria si concentra sulla capacità di queste indiscrezioni di condizionare l’andamento dei titoli in borsa. La norma sulla manipolazione del mercato punisce infatti quelle condotte la cui diffusione sia concretamente idonea a provocare una sensibile alterazione del prezzo degli strumenti finanziari quotati.
Secondo quanto riportato dagli atti dell’inchiesta, il quadro temporale entro cui si sarebbero verificate le condotte oggetto di approfondimento ha avuto inizio nel mese di giugno del 2024 ed è considerato tuttora in corso.
L’origine dell’indagine e le denunce presentate da Lotito
L’inchiesta della Procura di Roma ha preso l’avvio formale a seguito di una serie di esposti depositati dal presidente biancoceleste Claudio Lotito tra giugno e luglio del 2025. Il patron della Lazio ha segnalato agli inquirenti una presunta campagna intimidatoria e diffamatoria volta a costringerlo alla cessione del club, comprensiva di striscioni esposti in piazze istituzionali, comunicazioni offensive via email e continue telefonate minatorie.
Il presunto ruolo della propaganda online nel pilotare il dissenso
Dalle ultime annotazioni dei Carabinieri poi, emergerebbe il sospetto che la contestazione dei tifosi, culminata con lo sciopero degli abbonamenti e la diserzione dell’Olimpico, possa essere stata alimentata da una regia esterna.
Gli inquirenti ipotizzano che la pubblicazione di presunte fake news sulla testata online coinvolta nelle indagini, avesse il preciso scopo di orientare la protesta della piazza contro la presidenza, spingendo Lotito a cedere le proprie quote societarie.
Gli inquirenti stanno analizzando una vasta mole di dati e comunicazioni, per verificare se la divulgazione di tali notizie abbia effettivamente generato un impatto anomalo e artificiale sul valore delle azioni della società capitolina, alterando le normali dinamiche di scambio e la corretta informazione agli investitori.
Trattandosi di un procedimento che si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari, è doveroso sottolineare che le ipotesi d’accusa formulate dalla Direzione Distrettuale Antimafia dovranno trovare eventuale riscontro e conferma nel corso dei successivi passaggi processuali.




















