Un’operazione lampo condotta dai Carabinieri della Compagnia di Castel Gandolfo ha portato all’arresto di tre autotrasportatori a Ciampino, fermati in pieno centro dopo aver minacciato un ingegnere per farsi consegnare il doppio della somma di denaro inizialmente pattuita per un trasloco.
Trasloco da incubo a Ciampino: la scusa dei dazi doganali nel metodo di estorsione di tre trasportatori. Committente minacciato anche davanti ai Carabinieri
La vicenda ha preso il via a seguito di una drammatica richiesta di aiuto inoltrata al Numero Unico di Emergenza 112, che ha allertato la centrale operativa per una violenta lite in corso in un’area centrale del comune di Ciampino, alle porte di Roma.
I Carabinieri della locale Tenenza si sono recati con immediatezza sul posto per riportare l’ordine, trovandosi di fronte a una situazione di forte tensione stradale che vedeva coinvolti quattro cittadini stranieri.
Da una parte vi era la vittima, un ingegnere professionista trasferitosi da pochissimi giorni in Italia provenendo proprio dai Paesi Bassi, e dall’altra tre autotrasportatori di nazionalità olandese di 32, 18 e 19 anni. Quello che doveva essere il normale completamento di un servizio di trasporto di beni personali si è trasformato in breve tempo in un incubo di intimidazioni e pressioni psicologiche condotte direttamente sulla pubblica via.
La scusa dei dazi doganali e le minacce davanti alle forze dell’ordine
Gli immediati accertamenti e le prime verifiche svolte dai militari sul luogo dell’intervento hanno consentito di far luce sulla dinamica dell’aggressione verbali e sulle reali motivazioni del contenzioso. I tre trasportatori, dopo essere giunti nel territorio italiano a bordo di tre distinti camion carichi di arredi per completare le operazioni di trasloco commissionate dall’ingegnere, hanno avanzato pretese economiche del tutto fuori contratto.
In particolare, i tre individui hanno preteso la consegna immediata di una cifra più che raddoppiata rispetto all’importo originariamente stabilito tra le parti. Per giustificare tale impennata del costo, i giovani trasportatori hanno addotto presunte e fantomatiche spese di sdoganamento e di mora che sostenevano di aver dovuto pagare all’atto dell’attraversamento della frontiera italiana.
Di fronte al rifiuto del professionista, i tre hanno reagito alzando drasticamente i toni e rivolgendo pesanti minacce al committente, continuando le intimidazioni persino alla presenza fisica dei Carabinieri intervenuti per sedare la lite.
Le verifiche investigative, l’arresto e il sequestro dei tir
La condotta aggressiva e le giustificazioni fornite dagli autotrasportatori hanno spinto i Carabinieri ad approfondire istantaneamente gli aspetti documentali della vicenda per verificare la veridicità delle affermazioni sulle presunte spese extra.
I controlli incrociati e i riscontri effettuati dai militari hanno permesso di accertare l’assoluta falsità delle millantate spese di dogana, dimostrando che non era stato sostenuto alcun esborso aggiuntivo ai valichi di confine. Raccolti così gravi e concordanti indizi di colpevolezza e configurandosi l’ipotesi di reato di tentata estorsione in concorso, le forze dell’ordine hanno fatto scattare l’arresto in flagranza di reato nei confronti dei tre cittadini olandesi.
Successivamente, i tre indagati sono stati scortati presso le aule del Tribunale di Velletri, dove il Giudice competente ha convalidato i provvedimenti restrittivi presi dalla polizia giudiziaria. Contestualmente, tutti i mezzi pesanti impiegati dai tre uomini per effettuare il trasporto sono stati posti sotto sequestro penale, in attesa delle decisioni della Magistratura.
Tutti e tre gli indagati devono essere considerati non colpevoli sino all’eventuale definitivo accertamento della loro responsabilità penale, attraverso una sentenza irrevocabile di condanna pronunciata dai giudici.




















