Asilo Savoia: “La Palestra della Legalità di Ostia opera nel rispetto delle norme”

Asilo Savoia, che gestisce la Palestra della Legalità di Ostia, replica all’esposto di Labur evidenziando la regolarità delle sue attività

La gestione della Palestra della Legalità di Ostia avviene nel rispetto delle norme e non risulta alcun procedimento avviato dalla Corte dei Conti. E’ la sintesi della replica del presidente della ASP Asilo Savoia, Alessandro Monnanni, alle accuse lanciate da Labur attraverso un esposto presentato ai magistrati contabili.

Asilo Savoia, che gestisce la Palestra della Legalità di Ostia, replica all’esposto di Labur evidenziando la regolarità delle sue attività

Con una nota di nove pagine, Monnanni chiarisce punto per punto i passaggi della gestione denunciati da Labur, smentendo notizie e ricostruzioni giornalistiche pubblicate nei giorni scorsi. Questo per “evitare che una vicenda di interesse pubblico venga presentata mediante formulazioni, accostamenti o omissioni idonei a far apparire come accertati fatti che, allo stato, risultano esclusivamente oggetto di un esposto di parte presentato da un soggetto privato e a far coincidere con gli ambienti della Palestra spazi esterni e autonomi, non destinati all’utenza e alle attività sportive e sociali”.

La presenza del clochard e della discarica

Il video presentato da Labur a supporto del proprio esposto segnalava la presenza di un clochard con cumuli di immondizia all’ingresso della Palestra. E su questo Asilo Savoia non solo chiarisce che “gli ambienti rappresentati non sono le sale di allenamento, gli spogliatoi o gli altri locali frequentati dagli utenti della Palestra” ma anche che l’azienda pubblica si è adoperata per rimuovere quella situazione di disagio sociale. Il “19 febbraio 2026 l’ASP ha interessato il Comune di Roma, che ha inviato presso la struttura gli operatori della Sala Operativa Sociale”: il clochard non è stato trasferito in luogo sicuro per mancanza di posti letto. Il “26 maggio 2026, intorno alle ore 17.00, persone non identificate si sono introdotte nell’area interna e privata al piano terra, hanno danneggiato parte dell’allestimento esterno e tentato di forzare l’accesso alla sala destinata alle arti marziali”: è stata presentata denuncia alla Polizia. Il 24 agosto 2026 “con nota urgente indirizzata al Questore di Roma, ha ricostruito il protrarsi delle criticità, le sollecitazioni rivolte ai servizi sociali municipali e alla Polizia locale, gli accessi non autorizzati, i rischi connessi alla stanza ignifuga e alle vie di esodo e la denuncia del 27 maggio, chiedendo l’intervento delle Forze dell’ordine e un coordinamento tra le amministrazioni competenti”.

Non risultano indagini della Corte dei Conti

L’Asilo Savoia evidenzia che allo stato “non risultano comunicazioni dell’avvio di un’istruttoria, richieste di documenti rivolte all’ASP, accertamenti, rilievi o iniziative autonome della magistratura contabile, né in alcun modo provvedimenti che abbiano recepito o convalidato le tesi” di Labur. E’ bene, dunque, ricordare che “la trasmissione di un esposto è atto pienamente lecito, ma non equivale all’apertura di un’indagine né attribuisce alle affermazioni dell’esponente il valore di risultanze dell’autorità destinataria”.

La gestione del patrimonio pubblico

Senza voler entrare in contraddittorio con Labur, Asilo Savoia precisa anche alcuni aspetti legati alla gestione del patrimonio pubblico, in particolare della Palestra della Legalità.

Innanzitutto, “l’utilizzazione dell’immobile da parte dell’ASP si è inserita, sin dall’origine, nella procedura di prevenzione disciplinata dal D.lgs. 159/2011. La DGR n. 79 del 22 febbraio 2017 ha approvato l’accordo tra Regione Lazio, Tribunale di Roma e Asilo Savoia, sottoscritto il 23 febbraio 2017 ai sensi dell’articolo 15 della legge 241/1990; il rapporto di locazione a titolo oneroso riguardava locali appartenenti ai beni aziendali della Società Immobilgest, sottoposta a sequestro di prevenzione, ed era formalizzato nell’ambito dell’amministrazione giudiziaria. I canoni corrisposti in tale fase non possono pertanto essere rappresentati come una libera scelta dell’ASP diretta a finanziare una società privata”.

Inoltre “la successione tra amministrazione giudiziaria, confisca e destinazione del bene segue fasi giuridicamente distinte. Ai sensi dell’articolo 44 del D.lgs. 159/2011, l’ANBSC subentra nella gestione a decorrere dal decreto di confisca della Corte di Appello; nel caso di specie l’ASP ha corrisposto i canoni previsti dai rapporti in essere sino al decreto ANBSC del 2 marzo 2023, con il quale il compendio è stato destinato al patrimonio indisponibile di Roma Capitale. La formale consegna a Roma Capitale è intervenuta il 27 giugno 2023 e non può essere retrodatata al momento della confisca. La successiva concessione a titolo gratuito trova fondamento nell’articolo 48 del medesimo D.lgs. 159/2011 e nel vigente Regolamento di Roma Capitale sui beni confiscati, approvato con deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 80/2018”.

La Palestra della Legalità è un servizio sportivo a vocazione sociale promosso da un ente pubblico e caratterizzato anche da gratuità, agevolazioni e finalità di inclusione. La ridotta incidenza dei ricavi commerciali non costituisce, di per sé, indice di opacità, inefficienza o insostenibilità e non può essere valutata come se la struttura fosse un’impresa orientata al profitto. La progettualità ‘Talento & Tenacia – Crescere nella Legalità’ è espressamente qualificata come ‘prioritaria e strutturale’ dall’articolo 3, comma 2, lettera a), dello Statuto dell’ASP approvato con DGR n. 899 del 3 dicembre 2019″.

Infine “contributi pubblici, bandi, voucher e risorse soggette a rendicontazione hanno titolo, beneficiari, finalità, annualità e regimi contabili differenti e non possono essere sommati indistintamente né contrapposti ai soli ricavi commerciali. A titolo esemplificativo, il finanziamento di euro 700.000,00 relativo all’avviso pubblico “Sport e Periferie” 2020, richiamato anche nel provvedimento di concessione del bene all’ASP, riguarda attività di investimento e resta di pertinenza e gestione di Sport e Salute S.p.A., individuata dall’avviso quale stazione appaltante unica e soggetto gestore delle relative risorse finanziarie”.

Va da sé che “canoni d’affitto cospicui”, “forte sproporzione”, “criticità strutturali” e “trasparenza dei costi di gestione”, riportate nell’articolo del 7 settembre scorso, costituiscano dichiarazioni o valutazioni di LabUr e non indicazioni scaturite da un’eventuale indagine della Corte dei Conti.