Allestita nell’area del San Camillo una tensostruttura di accoglienza per persone senza fissa dimora. L’impianto mette a disposizione 70 posti con una gestione attiva 24 ore su 24, pensata per superare la logica dei tradizionali dormitori notturni e offrire un supporto continuativo alle fasce più vulnerabili.
Emergenza senza dimora al San Camillo, attivata una tensostruttura: come funziona e chi accoglie
Nata su sollecito dell’Azienda ospedaliera per gestire le criticità all’interno del pronto soccorso, dove spesso cercavano riparo i senzatetto, la struttura è gestita dalla cooperativa Il Cigno.
Al suo interno, un’équipe di specialisti garantisce non solo un riparo, ma un vero e proprio percorso di autonomia che spazia dall’orientamento sanitario al disbrigo dei documenti, fino all’iscrizione nelle liste di collocamento.

Il progetto, programmato inizialmente per sei mesi, punta a intervenire in zone storicamente complesse come Porta Portese, largo Ettore Rolli e piazzale Dunant.
Nelle intenzioni dell’amministrazione municipale, l’apertura del centro risponde direttamente alle istanze di decoro e sicurezza: «L’insicurezza i cittadini la percepiscono quando le persone vivono per strada – spiega il presidente del Municipio XII, Elio Tomassetti –. Portarle dentro un centro organizzato significa toglierle dalla strada e restituire vivibilità al territorio».
Sorvegliata da un servizio di guardiania
Per stemperare le preoccupazioni dei residenti riguardo all’impatto sul quartiere, l’area è presidiata giorno e notte da un servizio di guardiania dedicato, affiancato al monitoraggio costante delle istituzioni locali e delle realtà associative.


















