Droga al Quarticciolo, dosi nascoste tra pali, tubature e cantieri: 7 arresti

Blitz al Quarticciolo, scoperti dalla Polizia di Stato depositi urbani per nascondere lo stupefacente e un sistema di cessioni rapide di droga

 Il Quarticciolo torna al centro dell’attività della Polizia di Stato. Sette persone sono state arrestate negli ultimi interventi effettuati nel quadrante: cinque per reati connessi agli stupefacenti e due per evasione. Un’operazione che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbe portato alla luce un sistema nel quale la droga veniva nascosta in punti difficili da individuare, sfruttando vegetazione, pali della luce, tubature e aree di cantiere.

Blitz al Quarticciolo, scoperti dalla Polizia di Stato depositi urbani per nascondere lo stupefacente e un sistema di cessioni rapide di droga

Gli agenti hanno ricostruito un meccanismo fatto di cessioni rapide  di droga, vedette e segnali in codice, con nascondigli improvvisati ricavati direttamente negli spazi urbani.

L’obiettivo, secondo l’ipotesi investigativa, sarebbe stato quello di conservare le dosi lontano dalla disponibilità immediata degli spacciatori, recuperandole soltanto al momento della consegna.

Il primo intervento è scattato in viale Palmiro Togliatti, dove le pattuglie delle Volanti hanno notato un ventenne marocchino entrare con fare guardingo all’interno di un cantiere. Gli operatori lo avrebbero seguito nei suoi movimenti fino a un palo della luce. Il giovane avrebbe prelevato sostanza stupefacente dall’incavo del palo e, poco dopo, l’avrebbe consegnata a un uomo.

I due sono stati immediatamente bloccati. Durante il controllo, secondo quanto comunicato dalla Polizia, sono state trovate circa cento dosi tra cocaina e crack, nascoste tra gli indumenti e all’interno di un incavo ricavato nel condotto del palo. Recuperati anche circa 300 euro in contanti.

Sempre in viale Palmiro Togliatti, un secondo episodio ha portato all’arresto di un altro giovane. Gli agenti lo avrebbero sorpreso durante una presunta cessione flash, dopo alcune brevi interlocuzioni con potenziali acquirenti. Alla vista delle pattuglie avrebbe tentato di disfarsi degli involucri, nascondendoli rapidamente sotto alcune foglie accumulate sul marciapiede.

Gli operatori hanno quindi recuperato alcune dosi di crack, oltre a 200 euro in contanti suddivisi in banconote di diverso taglio. Anche in questo caso, secondo la ricostruzione investigativa, la droga sarebbe stata pronta per essere ceduta attraverso un sistema rapido e difficilmente individuabile.

Un altro intervento è stato effettuato in via Cerignola. Qui gli investigatori hanno individuato, secondo l’ipotesi accusatoria, un sistema nel quale alcune vedette avrebbero avuto il compito di segnalare l’eventuale presenza delle Forze dell’ordine. I messaggi in codice sarebbero serviti a proteggere i passaggi di mano e i punti utilizzati per nascondere lo stupefacente.

In questo contesto sono state arrestate altre due persone. Parte della droga sarebbe stata nascosta all’interno di una confezione di tè alla pesca, mentre altre dosi sarebbero state occultate nelle vicinanze delle tubature dell’acqua. Un sistema che avrebbe sfruttato elementi apparentemente ordinari del quartiere per rendere meno evidente la presenza dello stupefacente.

Proseguendo, il lavoro del V Distretto di Polizia del Prenestino e del III Distretto San Basilio ha portato all’arresto di un 47enne romano e di un 19enne tunisino. Entrambi sarebbero stati intercettati fuori dall’abitazione nella quale avrebbero dovuto rimanere ristretti. Sono ora gravemente indiziati del reato di evasione.

Nel complesso, gli arresti sono stati convalidati dall’Autorità Giudiziaria. Gli interventi descritti dalla Polizia di Stato delineano, nella fase investigativa, un presunto sistema capace di utilizzare il tessuto urbano del Quarticciolo come una rete di nascondigli e punti di passaggio. La droga, secondo gli investigatori, sarebbe stata movimentata attraverso cessioni rapide e depositi temporanei, con modalità studiate per eludere i controlli.

Ricordiamo a tutti i lettori che, essendo ancora nella fase delle indagini preliminari, ogni indagato va considerato presunto innocente fino a una sentenza irrevocabile di condanna a suo carico, conclusi tutti i gradi del processo.