Arrestato a Roma il nipote ventenne di “Diabolik”: è stato sorpreso dai Carabinieri a Tor Bella Monaca con quasi 1.400 dosi di hashish e la contabilità dello spaccio.
Il ventenne Diego Piscitelli, nipote di Fabrizio «Diabolik», sorpreso dai Carabinieri con quasi 1.400 dosi di hashish e i conti dello spaccio
Il giovane è il figlio di Andrea Piscitelli, fratello di Fabrizio Piscitelli, alias “Diabolik”, lo storico capo ultras degli Irriducibili della Lazio divenuto negli anni figura di spicco del narcotraffico capitolino, poi ucciso il 7 agosto 2019 in un agguato al Parco degli Acquedotti.
Il blitz a Borghesiana e il lancio del borsello dalla finestra
L’episodio che ha portato all’arresto si è consumato domenica mattina in via Bovalino, in zona Borghesiana. I Carabinieri della stazione di Tor Bella Monaca si erano recati presso la struttura di accoglienza Onlus “Casa del Povero” per effettuare un controllo di routine legato al malfunzionamento del braccialetto elettronico di un residente.
All’interno di una stanza occupata da due persone, i militari si sono trovati di fronte anche il venticinquenne Piscitelli. Alla vista delle divise, il giovane ha reagito d’impulso: «Estraeva dal borsello a tracolla una busta bianca e la gettava dalla finestra», si legge testualmente nell’ordinanza di convalida dell’arresto.
Un tentativo di sbarazzarsi delle prove subito vanificato: all’esterno dell’edificio, posizionato proprio sotto la finestra per cinturare l’area, c’era un altro carabiniere che ha osservato la scena ed ha recuperato la busta. All’interno del sacchetto i militari hanno trovato panetti di hashish pronti per essere suddivisi, per un totale equivalente a 1.399 dosi medie individuali.
La perquisizione domiciliare: spuntano le bustine e i fogli con i conti dello spaccio
I successivi accertamenti svolti dai Carabinieri hanno aggravato il quadro indiziario a carico del venticinquenne. La perquisizione dell’automobile del giovane ha portato al sequestro di 170 euro in contanti, ritenuti probabile provento dell’attività illecita.
Ben più rilevanti gli esiti dell’ispezione condotta nella camera da letto dell’abitazione di Piscitelli. Nel comodino i militari hanno scoperto: 150 bustine di cellophane trasparente, materiale idoneo al confezionamento delle singole dosi di stupefacente e due fogli manoscritti recanti cifre, importi e nomi, riconducibili a una vera e propria contabilità della clientela.
In aula, il giovane avrebbe tentato di giustificare la presenza dei fogli attribuendone la paternità al fratello (con precedenti per tossicodipendenza e spaccio). Una versione ritenuta inattendibile dal giudice della settima sezione monocratica, Paolo Emilio Di Simone, poiché il fratello non risiede più in quell’immobile da circa 18 mesi e i fogli figuravano nella diretta disponibilità dell’imputato.
Udienza a Piazzale Clodio: arresto convalidato e obbligo di firma
Lunedì il giovane è comparso davanti al giudice per il giudizio direttissimo con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Accogliendo le richieste del Pubblico Ministero Carrillo, il magistrato ha convalidato l’arresto eseguito in flagranza e ha disposto nei confronti di Piscitelli la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
Sullo sfondo l’ombra di ‘Diabolik’ e il giallo del delitto ancora senza colpevoli

La vicenda riaccende i riflettori sulla famiglia Piscitelli e sulla complessa mappa del crimine capitolino. L’omicidio di Fabrizio “Diabolik” Piscitelli, avvenuto in pieno giorno il 7 agosto 2019 al Parco degli Acquedotti con un colpo di pistola alla nuca, resta una delle ferite aperte della storia giudiziaria romana.
Dopo la condanna in primo grado dell’argentino Raul Esteban Calderon, ritenuto dagli inquirenti l’esecutore materiale dell’agguato, nel maggio 2026 la Corte d’Assise d’Appello di Roma ha completamente ribaltato la sentenza, decretando l’assoluzione dell’imputato. In attesa del pronunciamento finale della Corte di Cassazione, il delitto del boss degli Irriducibili rimane ufficialmente senza un responsabile giudiziariamente riconosciuto.




















