Dopo tre anni di chiusura, uno dei monumenti più iconici e misteriosi di Roma riapre le sue porte. La Piramide Cestia torna accessibile al pubblico in una veste completamente rinnovata, grazie a un cantiere condotto dalla Soprintendenza Speciale di Roma e finanziato dai fondi del programma Pnrr-Caput Mundi.
E’ l’unica piramide rimasta integra nella Capitale. Dal 4 settembre al 31 un calendario di aperture straordinarie, anche serali, per riscoprire il gioiello “egizio” di Roma
Non un semplice restauro conservativo, ma un intervento pensato per trasformare la fruizione di un’opera che migliaia di romani sfiorano ogni giorno nel traffico di piazzale Ostiense, spesso senza conoscerne i segreti.
Il cuore del rinnovamento è il nuovo impianto di illuminazione scenografica, studiato per esaltare sia i volumi geometrici esterni sia i delicati affreschi della camera funeraria, permettendo per la prima volta una chiara lettura del monumento anche in notturna. A questo si aggiungono percorsi più accessibili grazie a nuove pavimentazioni, la sistemazione delle aree verdi, il restyling dei pannelli informativi e una migliore organizzazione degli spazi per la storica colonia felina che abita il sito.
Il fascino dell'”egittomania” romana
Costruita tra il 18 e il 12 a.C., la Piramide non fu un bizzarro capriccio architettonico, ma il simbolo della prima, grande “egittomania” che investì Roma. Pochi decenni prima, nel 30 a.C., Ottaviano aveva conquistato l’Egitto sconfiggendo Marco Antonio e Cleopatra. L’immaginario dei faraoni divenne in breve tempo uno status symbol per le élite romane.

Gaio Cestio Epulone, magistrato e organizzatore di banchetti sacri, pretese nel suo testamento che questa tomba monumentale, alta 36 metri, venisse eretta in soli 330 giorni, pena la perdita dell’eredità per i suoi successori.
Il risultato è un capolavoro di contaminazione culturale: egizio nella forma esterna (un nucleo di calcestruzzo rivestito di marmo bianco), ma profondamente romano nella tecnica costruttiva e negli affreschi interni della camera sepolcrale, decorata con Vittorie alate e figure femminili.
Se è l’unica piramide romana sopravvissuta fino a noi, lo si deve a una coincidenza storica: nel III secolo d.C. venne inglobata nelle Mura Aureliane, trasformandosi da sepolcro privato a baluardo militare.
Come prenotare le visite gratuite
Per celebrare la riapertura, la Soprintendenza ha predisposto un fitto calendario di visite gratuite dal 4 settembre al 31 ottobre, della durata di 45 minuti. La prenotazione è sempre obbligatoria e va effettuata tramite la piattaformaEventbrite fino a esaurimento posti.
Ecco il calendario nel dettaglio
- Visite guidate serali (max 30 persone a turno):
- Venerdì 4, 11, 18 e 25 settembre. Turni alle ore 19.00, 20.00 e 21.00. Un’occasione inedita per ammirare il sito con la nuova illuminazione notturna.
- Visite libere diurne (max 50 persone a turno):
- Sabato 5, 12 e 19 settembre: Turni alle ore 16.30, 17.30 e 18.30.
- Weekend speciale 26-27 settembre: Apertura estesa con sette turni orari, dalle 10.00 alle 16.00 (una visita ogni ora).
- Sabato 3, 10, 17, 24 e 31 ottobre: Turni alle ore 16.30, 17.30 e 18.30.




















