Rifiuti speciali sepolti a ridosso delle case: (VIDEO) shock a Valle Galeria, mostrano camion e ruspa in azione

Terra spianata per nascondere la discarica dei rifiuti speciali: spuntano i video integrali consegnati alla Procura della Repubblica

Sversamenti illegali di rifiuti, coperture affrettate sotto la terra e roghi tossici devastanti: in via Portuense 1415 spuntano filmati definiti come “inoppugnabili” che documentano la trasformazione della Valle Galeria in una discarica abusiva. Il Comitato Valle Galeria Libera esige carotaggi immediati, identificazione dei responsabili e totale trasparenza.

Terra spianata per nascondere la discarica dei rifiuti speciali: spuntano i video integrali consegnati alla Procura della Repubblica

Le prove raccolte e trasmesse direttamente alla Procura della Repubblica, ai Carabinieri Forestali del NIPAAF e ad ARPA Lazio, non lascerebbero più spazio a dubbi o interpretazioni di comodo.

Prima che la Polizia Locale del XI Gruppo Marconi procedesse con il sequestro penale dell’area situata in via Portuense 1415, alcuni filmati hanno immortalato l’intera scansione temporale delle operazioni svolte sul sito.

Le immagini documentano la presenza costante di due pesanti camion con cassone ribaltabile all’interno della proprietà, impegnati nel trasporto e nello scarico del materiale. Successivamente entra in azione un grande escavatore: la benna meccanica spinge con forza, frantuma ed effettua la pressatura di enormi quantità di macerie edili, scarti di cantiere, e materiali plastici compatti dentro una profonda trincea di scavo che sembrerebbe appositamente preparata nel terreno.

L’occultamento dei materiali e lo scatto fotografico di controllo

La fase più inquietante di un’intera sequenza video, riguarda le manovre conclusive volte all’azzeramento visivo della discarica abusiva appena creata.

Una volta completato il riempimento della fossa con le macerie, i macchinari hanno ricoperto completamente l’area, stendendo un generoso strato di terra poi livellata per nascondere ogni traccia dell’operato.

Subito dopo la fine dei lavori di copertura, le immagini riprese con un telefono da qualche sentinelle dei quartire, mostrano un uomo che sale personalmente sulla cima della montagnola di terra per verificare – secondo l’ipotesi del Comitato – il risultato “estetico” dell’azione scellerata, estraendo uno smartphone dalla tasca per scattare immagini dello stato del sito appena occultato.

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Nella foto il soggetto in cima alla collina di rifiuti appena occultata a Valle Galeria

Una scena che dimostrerebbe – se l’intento fosse confermato -, la fredda metodicità e la precisa consapevolezza delle operazioni svolte, finalizzate a camuffare un vero e proprio delitto ambientale, commesso a ridosso delle abitazioni e dei complessi scolastici del quartiere.

I roghi tossici e la strategia della svalutazione del territorio

Il quadro documentato in via Portuense si inserisce in un contesto territoriale già stremato da continue ed estenuanti emergenze ambientali. Lo scorso 12 agosto, un vastissimo incendio si e scatenato tra la Fiera di Roma, il Centro di Permanenza per il Rimpatrio di Ponte Galeria e la zona di Muratella, propagandosi rapidamente spinto dal forte vento fino a Parco Leonardo e alle Vignole.

Il fumo denso e scuro ha bloccato persino la linea ferroviaria, costringendo i residenti a barricarsi dentro casa. Per i residenti, non si tratta di episodi isolati o di semplice fatalità estiva, ma di una sequenza continuativa di roghi appiccati in lotti abbandonati e terre incolte che devastano la zona da oltre 20 anni.

La presenza di discariche abusive coperte dalla terra e il successivo divampare delle fiamme, rappresenterebbe per i residenti, la combinazione perfetta per svalutare deliberatamente il territorio e trasformarlo nella pattumiera della Capitale.

Le istanze inderogabili del Comitato Valle Galeria Libera

Di fronte all’acquisizione formale dei video da parte degli inquirenti, i cittadini organizzati nel Comitato Valle Galeria Libera, chiedono decisioni e sanzioni severe verso i responsabili e le ditte coinvolte nelle manovre illecite.

La comunità locale non intende accettare risposte burocratiche o interventi leggeri, e pretende l’esecuzione immediata di carotaggi e scavi esplorativi mirati da parte dei tecnici di ARPA Lazio sul punto esatto in cui sono stati interrati i rifiuti.

Contestualmente viene richiesta l’applicazione del Catasto dei soprassuoli percorsi dal fuoco, per bloccare sul nascere ogni forma di speculazione edilizia sulle aree colpite dagli incendi. I residenti pretendono inoltre il ripristino di un presidio reale, lo sfalcio sistematico dei lotti pubblici lasciati incolti e la convocazione urgente di un tavolo tecnico permanente tra Comune, Ente Gestore della Riserva e Ferrovie dello Stato.

La determinazione dei residenti nel pretendere verita e bonifica

La rabbia della popolazione locale e arrivata al punto di non ritorno di fronte a un degrado programmatico che minaccia la salute e la sicurezza pubblica. Nel testo dell’esposto diffida inviato a Roma Capitale, Prefettura e Municipio XI, il Comitato ha ribadito con chiarezza: “Incendi in Valle Galeria: non è fatalità, è crimine e declino programmato del territorio!”.

Le prove visive depositate per l’area di via Portuense rappresentano un punto di svolta fondamentale che impone una risposta pubblica trasparente da parte di tutte le istituzioni competenti. I cittadini denunciano come gli agricoltori locali combattano quotidianamente. trinciando ettari a proprie spese, mentre intere aree pubbliche ERP rimangono abbandonate alle sterpaglie.

Alcuni abitanti in solidarietà con il comitato hanno confermato questa linea di condotta: “Solo attraverso il ripristino di un presidio reale sul territorio e la fine dell’incuria pubblica sui lotti comunali sarà possibile restituire sicurezza alla comunità, ponendo un freno definitivo al degrado ed ai roghi che da oltre vent’anni minacciano la Valle Galeria”. Le parole d’ordine ora sono “Valle Galeria non si tocca”, e il monitoraggio continuo progetterà ogni singola azione legale finche non verranno garantite la bonifica totale, per la tutela della salute.