Sul vasto incendio esploso alle 17,30 di ieri, mercoledì 12 agosto, tra la Fiera di Roma e il CPR, che ha devastato la Valle Galeria spinto dal vento verso Le Vignole e Parco Leonardo, si riaccendono rabbia e polemiche. Tra trasporti bloccati ed esposti dei residenti, si chiede chiarezza sui lotti abbandonati.
Fiamme alimentate dal vento, fumo tra le case e ferrovia bloccata a Ponte Galeria: ore da incubo per il rogo e le prime ipotesi di un piromane fuggiasco
Secondo gli ultimi riscontri, il rogo di notevoli dimensioni che si è scatenato ieri pomeriggio, avrebbe preso vita tra le sterpaglie in un’area compresa tra la Fiera di Roma, il Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) di Ponte Galeria e la zona di Muratella.
Spinte e alimentate dalle forti raffiche di vento, le fiamme si sono poi propagate con estrema rapidità verso le località del Comune di Fiumicino, interessando in particolare Le Vignole e Parco Leonardo, proprio alle spalle del ponte di Via delle Arti.
La situazione ha generato immediata e profonda preoccupazione tra i residenti delle aree limitrofe, spinti a adottare misure precauzionali come la chiusura delle finestre per evitare l’ingresso del denso fumo nelle abitazioni. L’imponente colonna di fumo, chiaramente visibile sia da Parco Leonardo che dalle Vignole, ha compromesso drasticamente la visibilità, rendendo necessaria la momentanea interruzione dei collegamenti ferroviari da e per Ponte Galeria, anche per la diretta vicinanza dell’incendio ai binari.
Per circoscrivere il fronte del fuoco e gestire la viabilità, sono tempestivamente intervenute diverse squadre dei Vigili del Fuoco, della Protezione Civile e forze dell’ordine.
Le prime ipotesi non confermate: il sospetto della fuga dal CPR
Nelle fasi iniziali e più concitate dell’emergenza, si erano diffuse rapidamente alcune voci in merito alle possibili cause scatenanti del disastro. Secondo quanto riferito da alcuni testimoni presenti nell’area, l’incendio sarebbe stato appiccato intenzionalmente da un soggetto in fuga dal CPR di Ponte Galeria, la struttura di accoglienza e trattenimento per immigrati situata nelle vicinanze del punto di origine del rogo.
Tuttavia, questa pista legata a un’azione dolosa finalizzata all’evasione non ha trovato alcun riscontro formale da parte delle forze dell’ordine. Le cause esatte che hanno dato origine al rogo, restano dunque ufficialmente ignote e tuttora in corso di rigoroso accertamento da parte degli organi competenti.
L’esposto del Comitato: “Non è fatalità, è crimine e declino”
Mentre si spegnevano gli ultimi focolai, la protesta degli abitanti si è formalizzata nell’azione del Comitato Valle Galeria Libera, che ha inoltrato un esposto e una diffida formale via PEC a Municipio XI, Roma Capitale, Polizia Locale, Prefettura e Vigili del Fuoco.
Nel documento, intitolato “Incendi in Valle Galeria: non è fatalità, è crimine e declino programmato del territorio!”, si sottolinea come l’evento partito da un terreno comunale a Piana del Sole — e analogo ai roghi di Ponte Galeria, Casal Lumbroso, via di Malnome e Castel Malnome — non sia un semplice incidente estivo, ma il sintomo di una crisi che dura da oltre vent’anni.
Il Comitato rigetta la narrazione che colpevolizza agricoltori e proprietari terrieri per la mancata realizzazione delle strisce tagliafuoco, evidenziando che chi lavora la terra combatte quotidianamente trinciando ettari a proprie spese.
Di fronte ad azioni criminali, inneschi dolosi e “semi-molotov”, la prevenzione ordinaria risulta inefficace senza controlli. La vera matrice dell’emergenza viene individuata nella trasformazione del quadrante nella “pattumiera di Roma”, tra cave, discariche abusive, raffineria e svendita dei terreni, dove il fuoco diventa strumento di svalutazione.
Viene inoltre denunciata l’incuria delle aree pubbliche: dai lotti edificabili di Piana del Sole lasciati a sterpaglie fino al Piano di Zona B39 di Ponte Galeria, fino alle zone di confine della Riserva lasciate senza manutenzione lungo fossi e canneti.
Le quattro richieste per fermare l’emergenza
Con l’esposto diffida inviato alle istituzioni, il Comitato Valle Galeria Libera ha avanzato quattro istanze chiare ed inderogabili per interrompere la catena di devastazioni. In primo luogo, i cittadini pretendono l’avvio di indagini severe da parte della Polizia Giudiziaria per accertare la matrice dolosa dei roghi e sradicare i traffici illeciti di rifiuti connessi, superando quelle che definiscono sanzioni di facciata.
Parallelamente, si richiede l’applicazione rigorosa e l’aggiornamento immediato del Catasto dei soprassuoli percorsi dal fuoco ai sensi della Legge 353/2000, misura fondamentale per congelare i terreni ed impedire qualsiasi futura speculazione edilizia o d’uso sulle aree mandate in fumo.
Sul fronte della prevenzione ordinaria, il documento sollecita interventi urgenti di bonifica e sfalcio dei lotti di proprietà comunale lasciati incolti sia a Piana del Sole che nelle aree pubbliche ERP del Piano di Zona B39 Ponte Galeria. Infine, viene invocata l’istituzione di un piano interistituzionale mediante un tavolo tecnico permanente tra Comune, Ente Gestore della Riserva e Ferrovie dello Stato, finalizzato alla costante pulizia delle fasce di rispetto e dei canneti a rischio.
“Solo attraverso il ripristino di un presidio reale sul territorio e la fine dell’incuria pubblica sui lotti comunali sarà possibile restituire sicurezza alla comunità, ponendo un freno definitivo al degrado ed ai roghi che da oltre vent’anni minacciano la Valle Galeria” – hanno dichiarato alcuni cittadini, in solidarietà all’iniziativa del comitato.



















