Orrore in una fattoria didattica alle porte di Roma: irruzioni notturne per abusare di capre e asini

Referti veterinari svelano l'incubo nella fattoria didattica: indagato per atroci violenze un operaio esterno che si spacciava per salvatore degli animali dispersi

immagini non collegata ai fatti

Un incubo atroce scuote la provincia di Roma, dove la crudeltà umana ha travalicato ogni limite in una struttura ricettiva di Palestrina. Qui animali indifesi sono diventati vittime di un perverso orrore notturno, con violenze sessuali reiterate.

Referti veterinari svelano l’incubo nella fattoria didattica: indagato per atroci violenze un operaio esterno che si spacciava per salvatore degli animali dispersi

L’orribile vicenda ha preso avvio nel mese di maggio di quest’anno all’interno di una rinomata struttura ricettiva situata nel territorio di Palestrina, alle porte di Roma, una fattoria in cui vengono ospitati diversi animali con preziose finalità didattiche ed educative.

L’allarme è scattato quando il proprietario del centro ha riscontrato un netto danneggiamento alla rete di recinzione e contestualmente l’improvvisa scomparsa di una giovane capra. Il giorno successivo alla sparizione, un operaio trentenne di origini romene, impiegato in un’azienda confinata, ha riferito di aver rinvenuto l’animale smarrito all’interno della propria proprietà, provvedendo apparentemente con cortesia a restituirlo.

Tuttavia, le condizioni psicofisiche dell’animale hanno sollevato immediata ed estrema preoccupazione: la capra appariva fortemente traumatizzata, tremava in modo ininterrotto e rifiutava categoricamente il cibo. I successivi ed approfonditi accertamenti condotti dai medici veterinari hanno rivelato un quadro agghiacciante.

Il corpo del povero animale presentava lesioni gravissime e profonde, del tutto incompatibili con scontri o attacchi da parte di altri animali selvatici. Gli organi sessuali evidenziavano devastazioni del tutto riconducibili ad aggressioni di matrice sessuale e a reiterati maltrattamenti fisici perpetrati con estrema violenza.

La reiterazione degli abusi e l’inganno della finta restituzione

A distanza di poche settimane dal primo episodio, l’incubo si è ripetuto con le medesime spaventose modalità operative. La recinzione esterna della fattoria didattica è stata nuovamente forzata a forza durante le ore notturne ed una seconda capra è svanita nel nulla.

Anche in questo secondo caso si è ripresentato il medesimo copione: lo stesso operaio trentenne si è fatto avanti dichiarando di aver ritrovato casualmente la capra, questa volta all’interno di un capanno adibito al ricovero degli attrezzi nella sua disponibilità, restituendola al gestore della struttura. I controlli sanitari effettuati tempestivamente dai veterinari hanno purtroppo confermato il reiterarsi delle violenze sadiche, riscontrando ulteriori e pesantissime lesioni fisiche sulle parti intime dell’animale.

Di fronte a una simile sequenza di orrori, la direzione della struttura ha deciso di rivolgersi con urgenza ai Carabinieri Forestali della Stazione di Palestrina. I militari hanno immediatamente aperto un fascicolo d’indagine, predisponendo l’acquisizione e l’analisi analitica delle immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza ad alta definizione installati lungo l’intero perimetro dell’area per fare luce su chi violasse la proprietà.

I filmati della videosorveglianza e l’assalto nell’area degli asini

La svolta decisiva nelle indagini si è registrata a fine luglio, quando le telecamere di sicurezza con visione notturna a raggi infrarossi hanno finalmente catturato la sequenza completa dell’ennesima incursione criminale. Le immagini hanno mostrato chiaramente il trentenne rintracciato mentre si introduceva abusivamente all’interno della proprietà. L’uomo, che appariva in uno stato di evidente ed alterata ubriachezza, si è diretto a passo svelto verso il recinto delle capre, tentando a più riprese di afferrare ed immobilizzare con la forza uno degli esemplari.

L’animale è fortunatamente riuscito a divincolarsi e a sfuggire alla morsa del suo aggressore, scappando nel buio. Non pago del fallimento, il trentenne ha deviato il suo percorso dirigendosi verso il recinto adibito ad ospitare gli asini. La mattina seguente, il personale della struttura ha fatto una scoperta raccapricciante: una femmina di asino è stata trovata completamente legata con corde, bloccata ed immobilizzata per impedirle qualunque tipo di movimento o reazione, a riprova della fredda premeditazione e della totale perversione delle azioni compiute.

La denuncia dei Carabinieri Forestali e la fine dell’incubo

L’incrocio definitivo tra i dati emersi dalle perizie mediche veterinarie e l’inconfutabile documentazione video raccolta dalle telecamere di sorveglianza ha permesso ai Carabinieri Forestali del Nucleo di Palestrina di chiudere il cerchio attorno al responsabile.

Ricostruita in maniera dettagliata l’intera catena di abusi, che ha smantellando il paravento dei finti ritrovi delle capre scappate. Al termine delle complesse attività d’indagine, l’operaio trentenne è stato formalmente deferito a piede libero alla Procura della Repubblica presso il Tribunale competente con le pesanti accuse di maltrattamento di animali e violazione di domicilio aggravata dalla continuazione.

L’intera comunità locale resta scossa per una vicenda di rara brutalità, mentre gli animali della fattoria sono stati finalmente messi in sicurezza sotto stretto controllo sanitario per superare i profondi traumi fisici e psicologici subiti nel corso di queste settimane d’inferno.