Lago Albano ai minimi storici, investimenti da trenta milioni di euro per alzare il livello delle acque

Cala ancora la capienza idrica del Lago Albano sui Castelli Romani, pronto uno stanziamento di fondi pubblici per invertire la tendenza

Lago Albano ai minimi storici. A fronte di un ennesimo calo nella capienza del bacino sovrastato da Castel Gandolfo Regione Lazio e Città Metropolitana, con il coinvolgimento di Acea Ato 2, hanno stanziato quasi trenta milioni di euro per invertire la tendenza e innanzare il livello delle acque.

Cala ancora la capienza idrica del Lago Albano sui Castelli Romani, pronto uno stanziamento di fondi pubblici per invertire la tendenza

Le ultime rilevazioni effettuate dal movimento ambientalista locale Grottaferrata Sostenibile tracciano un quadro drammatico: il livello del bacino ha registrato un calo idrometrico di ben 130 centimetri, superando perfino il triste record negativo toccato nel 2025, quando la contrazione si era fermata a 128 centimetri. Solo rispetto allo scorso 29 luglio, le acque si sono ritirate di ulteriori 13 centimetri, inserendosi in un trend pluriennale devastante che ha visto lo specchio lacustre perdere oltre 7,5 metri negli ultimi quattro anni.

Ecosistema sotto pressione

A prosciugare il lago non è soltanto la pressione dei prelievi necessari a garantire il fabbisogno di acque dell’hinterland metropolitano della Capitale, ma anche l’impatto incontrollato del turismo di massa. Tra stabilimenti balneari affollati e sponde selvagge presiedute da un numero crescente di bagnanti, l’equilibrio biologico del sito è ormai al limite di sopportazione.

Flora e fauna soffrono per il continuo alaggio di piccole imbarcazioni e pattini sulla vegetazione costiera, fattore esacerbato da fenomeni diffusi di inciviltà, come l’abbandono di rifiuti e l’inquinamento organico delle acque. Di fronte a questa emergenza, gli attivisti locali chiedono misure drastiche a partire dal divieto di balneazione e di sosta al di fuori delle sole spiagge attrezzate.

Il piano di salvataggio

Di fronte al rischio concreto di un’involuzione ecologica irreversibile, è stata formalizzata il 7 agosto scorso la firma dell’Accordo Attuativo n. 3, promosso dalla Città Metropolitana di Roma Capitale in sinergia con l’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale (AUBAC) e la STO-ATO2. L’obiettivo è di fronteggiare un calo idrico negativo di 76 cm rilevato nel lago.

L’investimento complessivo di risorse già disponibili, pari a 29.536.000 euro, rappresenta un modello di collaborazione istituzionale multilivello.

Il cuore dell’operazione risiede nella realizzazione del 1° lotto dell’interconnessione acquedottistica Appio Alessandrino-Doganella, per il tratto che si snoda tra i pozzi di Pantano Borghese e il serbatoio Santa Chiara a Colonna. Questa imponente opera ingegneristica consentirà di trasferire una quota idrica fondamentale, allentando la presa sui prelievi diretti dalla falda dei Colli Albani e tutelando sia l’ecosistema che il paesaggio del bacino.

L’infrastruttura andrà a beneficiare direttamente 100.794 abitanti suddivisi tra i comuni di Roma, Monte Compatri, Colonna e Zagarolo.

La Regione Lazio contribuisce con uno stanziamento straordinario di 3 milioni di euro (distribuiti tra il 2025 e il 2026); originariamente destinate a Roma Capitale ma riorientate sul Lago Albano. A questi si aggiunge il finanziamento diretto di 1 milione di euro messo a disposizione dalla Città Metropolitana nel biennio 2025-2026, mentre la parte restante dell’importo rientra nella programmazione dell’ATO2, con i lavori affidati al soggetto attuatore ACEA ATO 2 S.p.A.

L’infrastruttura punta a stabilizzare un ecosistema martoriato tra la tutela della biodiversità e gestione responsabile delle risorse.

L’intervento non rappresenta soltanto una misura di carattere tecnico, ma una precisa scelta politica d’indirizzo: proteggere l’ecosistema dei Colli Albani, preservare la risorsa idrica e garantire uno sviluppo sostenibile a tutte le comunità locali”, sottolineano il Vicesindaco Metropolitano Pierluigi Sanna ed il consigliere delegato all’ambiente Rocco Ferraro.