A un mese dal devastante rogo al Gazometro torna l’incubo discariche a Ponte della Scienza: nuova denuncia (FOTO)

Scatti shock mostrano il degrado nel giardino di Ponte della Scienza: cumuli di materiale infiammabile mettono l'area verde a rischio di nuovi roghi 

Le immagini pubblicate sui social dai residenti di Viale Marconi mostrano uno scenario desolante nel Giardino del Ponte della Scienza. Tra giacigli di fortuna, materassi e spazzatura accumulata sotto la vegetazione, esplode la protesta dei cittadini che temono un nuovo drammatico incendio a un solo mese dal rogo che ha sconvolto la zona.

Scatti shock mostrano il degrado nel giardino di Ponte della Scienza: cumuli di materiale infiammabile mettono l’area verde a rischio di nuovi roghi

La rabbia degli abitanti del quartiere corre lungo i canali social, dove negli ultimi giorni si sono moltiplicate le segnalazioni documentate da scatti fotografici inequivocabili. Al centro della protesta c’è il Giardino del Ponte della Scienza, un’area verde situata tra Viale Marconi e la zona Ostiense che versa in uno stato di completo abbandono.

Le immagini diffuse all’interno dei gruppi di quartiere mostrano veri e propri giacigli abusivi allestiti sotto le fronde degli alberi, con materassi sporchi stesi a terra, assi di legno, cuscini, bottiglie di plastica, piatti monouso e spazzatura di ogni genere dispersa sul terreno.

La frustrazione di chi vive quotidianamente la zona è esplosa in modo esplicito sulla pagina social dedicata al quadrante, dove i cittadini hanno espresso tutta la propria rabbia per un degrado inaccettabile. «Giardino Ponte della Scienza, fatta segnalazione, perché dobbiamo vivere in questo degrado? Un quartiere lercio, privo di regole, marciapiedi occupati da merci e generi alimentari, disadattati, teppaglia, manutenzione pari a zero…»

E’ lo sfogo di uno dei residenti lanciando un messaggio diretto alle istituzioni locali: «Ma il presidente del municipio ci passa ogni tanto? Se vuole mi può contattare e ci facciamo un bel giro insieme». Parole dure che riassumono il clima di sconcerto per una situazione di abbandono che sembra ignorare del tutto i rischi già vissuti nel recente passato.

La paura dei residenti per l’incombente rischio incendio

A spaventare maggiormente chi vive nelle palazzine adiacenti al parchetto e al Lungotevere non è soltanto il pessimo decoro visivo, ma il concreto e costante rischio che quella massa di materiale infiammabile possa prendere fuoco da un momento all’altro.

La presenza di materassi, cartoni, legno secco e vegetazione non curata costituisce un innesco perfetto per qualsiasi scintilla o mozzicone di sigaretta lanciato con sconsideratezza. I residenti sottolineano come le alte temperature estive e il vento che soffia lungo l’alveo del fiume possano trasformare in pochi secondi quella discarica a cielo aperto in una trappola mortale.

La paura che il fuoco possa propagarsi rapidamente verso le abitazioni e le attività commerciali del quartiere è palpabile, spingendo la cittadinanza a chiedere interventi immediati di bonifica, sgombero e ripristino delle condizioni minime di sicurezza prima che la situazione possa degenerare nuovamente.

L’antefatto del devastante rogo al Gazometro di un mese fa

I timori della popolazione non sono affatto infondati, ma affondano le radici in un antefatto recentissimo e drammatico avvenuto nella medesima area soltanto un mese fa.

Il 24 luglio 2026, la zona di Ostiense e Marconi fu infatti scossa da una spaventosa sequenza di emergenze legate agli incendi. In quella tragica serata, circa un’ora dopo le violente esplosioni di bombole di gas che avevano devastato un ristorante agricolo a Valleranello ed evacuato diverse strutture, un imponente rogo scoppiò proprio a ridosso del Gazometro e sotto il Ponte della Scienza.

L’incendio ebbe origine all’interno di un accampamento abusivo posizionato sul Lungotevere: le masserie, i materiali di risulta e le strutture precarie presero fuoco istantaneamente, creando un’alta colonna di fumo nero e fiamme imponenti alimentate dal vento. In quell’occasione, solo il pronto intervento di diverse squadre dei Vigili del Fuoco evitò che il disastro coinvolgesse la struttura monumentale del Gazometro e i palazzi circostanti.

Vedere oggi che, a distanza di sole quattro settimane, gli stessi accumuli di spazzatura e gli stessi insediamenti sono tornati a ripopolare il parco ha riacceso l’incubo tra i cittadini, che chiedono risposte concrete alle istituzioni locali.