La statua di Metastasio torna a Piazza San Silvestro dopo oltre un secolo: cosa cambia per bus, metro e traffico

I lavori della Metro C riportano la statua di Metastasio a San Silvestro dopo 116 anni. Ecco perché si sposta, le strade chiuse e la guida ai bus deviati

Disagi per automobilisti e residenti nella zona di Termini e piazza Vittorio: tutte le modifiche alla viabilità e i dettagli sul cantiere che coinvolge via Farini
Immagine di repertorio

Una recinzione apparsa a Piazza San Silvestro ha catturato l’attenzione di residenti e pendolari di Roma. Troppo lontana dal tracciato ufficiale della terza linea metropolitana, l’area di cantiere ha subito fatto ipotizzare l’avvio di uno scavo esplorativo per la futura Metro D, linea che nei vecchi piani della mobilità prevedeva proprio uno snodo nella piazza.

I lavori della Metro C riportano la statua di Metastasio a San Silvestro dopo 116 anni. Ecco perché si sposta, le strade chiuse e la guida ai bus deviati

La realtà é diversa: si tratta di un’opera compensativa e di tutela artistica direttamente collegata ai delicati scavi della futura stazione ipogea di Chiesa Nuova.

Per consentire le lavorazioni sotterranee nel cuore del centro storico senza rischiare di danneggiare il patrimonio culturale, la Soprintendenza Capitolina ha disposto il trasloco temporaneo della statua di Pietro Metastasio.

Cosa cambia per i viaggiatori e per la circolazione a Roma

L’allestimento del cantiere a San Silvestro serve esclusivamente a posizionare il basamento della statua e non comporta alcun disagio per la circolazione della piazza, dove le linee bus e i percorsi pedonali restano del tutto invariati. L’impatto reale sulla mobilità urbana si concentra invece lungo le direttrici dei veri cantieri della Tratta T2 (Chiesa Nuova, Piazza Pia, Ottaviano e Mazzini).

  • Nessun’interruzione sulla linea attiva: La Metro C continua a viaggiare regolarmente sul percorso operativo attuale; i cantieri interessano solo la viabilità di superficie e il trasporto pubblico su gomma.

  • Asse Corso Vittorio Emanuele II-Chiesa Nuova: Il Corso mantiene i due sensi di marcia, ma cambia la circolazione nel reticolo circostante. Via Cerri viene chiusa e via Sora diventa a senso unico verso via del Pellegrino. La fermata bus di Chiesa Nuova in direzione lungotevere viene soppressa, mentre le auto pubbliche si spostano nella nuova area taxi di via Larga.

  • Nodo di scambio a Ottaviano (Via Barletta): È il punto di maggiore impatto per i pendolari. I lavori occupano la corsia ciclabile e i marciapiedi centrali, imponendo il senso unico da viale delle Milizie a viale Giulio Cesare. Soppresse le fermate di via Barletta e deviate le linee bus 32, 490, 590, nMA e n3d su viale delle Milizie.

  • Viale Mazzini e Castel Sant’Angelo: In viale Mazzini la circolazione viene ridotta a una sola corsia per senso di marcia, con via Bazzoni a senso unico verso via Pellico. A Piazza Pia le modifiche riguardano solo gli accessi pedonali ai giardini di Castel Sant’Angelo da lungotevere Castello.

I cantieri della tratta proseguiranno per accompagnare la Capitale verso il completamento dell’infrastruttura, stimato tra il 2036 e il 2037. Nel frattempo, la Roma che scava nel futuro regala ai viaggiatori un cortocircuito temporale unico: mentre sottoterra si preparano le gallerie di domani, in superficie riaffiora intatto un pezzo della città di inizio Novecento.

Focus su Pietro Metastasio: chi era e perché Roma lo celebra

Nato a Roma nel 1698 come Pietro Trapassi, Pietro Metastasio è stato uno dei più grandi poeti e drammaturghi del Settecento europeo. Considerato il re incontrastato del melodramma, ha scritto libretti d’opera leggendari — tra cui Didone abbandonata, Artaserse e Catone in Utica — intonati dai maggiori compositori dell’epoca, da Vivaldi a Mozart. Nel 1730 si trasferì a Vienna come poeta cesareo della corte imperiale, dove morì nel 1782. Nonostante il successo internazionale, il legame con la sua città natale rimase indissolubile.

Una statua in viaggio nel tempo: la storia del monumento

La vicenda dell’opera in marmo ha radici profonde. Venne promossa da un comitato artistico guidato dal pittore Francesco Podesti per celebrare il poeta nel centenario della morte. Lo scultore Emilio Gallori vinse il concorso realizzando un monumento ricco di simboli del teatro musicale — come la maschera e la lira — completato dalla Lupa Capitolina sul retro.

Inaugurato il 21 aprile 1886 a Piazza San Silvestro, il monumento vi rimase fino al 1910, quando venne trasferito a Piazza della Chiesa Nuova: una scelta culturale per posizionarlo a due passi dall’Oratorio dei Filippini e dalla casa natale del poeta in via dei Cappellari 30. Oggi, a distanza di oltre un secolo, le esigenze della metropolitana ribaltano i piani e spingono il monumento a compiere il percorso invers