Immortalato mentre scarica rifiuti in un’area sottoposta a tutela ambientale. Un’immagine, catturata dalle fototrappole installate dai Guardiaparco del Parco Regionale Bracciano-Martignano, grazie alla quale un uomo di 58 anni è stato sanzionato e segnalato all’autorità competente per abbandono e deposito incontrollato di rifiuti.
Le fototrappole installate dai Guardiaparco nell’area protetta immortalano l’uomo mentre scarica materiale sanitario dismesso e rifiuti edilizi: sanzionato e segnalato all’autorità competente
L’episodio si è verificato lo scorso 11 agosto a Cesano, in una zona in cui non sono infrequenti simili fenomeni di conclamata inciviltà . Proprio in virtù dell’annoso problema, gli organi di vigilanza del Parco hanno installato delle telecamere di sorveglianza nei punti tradizionalmente più esposti. Una misura che ha dato i suoi frutti: proprio le riprese effettuate in automatico nella zona hanno consentito infatti di individuare la targa dell’automobile utilizzata per trasportare e poi scaricare illecitamente materiale sanitario dismesso e rifiuti derivanti da attività edilizie

Identificazione e possibili aggravanti
Risaliti all’identità del proprietario della vettura, i guardaparco hanno sanzionato l’uomo, denunciandolo per abbandono e deposito incontrollato di rifiuti. Situazione che, fanno sapere l’ente Parco in una nota, potrebbe aggravarsi se, all’esito delle indagini, risultasse che la provenienza dei rifiuti fosse riconducibile a una attività imprenditoriale o professionale. In questo caso, scatterebbero anche le misure previste dal Testo Unico Ambientale per attività non autorizzata di gestione dei rifiuti. L’intervento dei guardaparco riflette il costante impegno a difesa dell’ecosistema locale: la piaga dei rifiuti scaricati abusivamente rappresenta infatti un grave pericolo per la biodiversità , oltre a deturpare il paesaggio e compromettere la sicurezza del territorio.
Le sanzioni previste
Il Testo Unico Ambientale, ricorda l’Ente, delinea un quadro di sanzioni particolarmente severo, strutturato in base alla natura del trasgressore. Quando a macchiarsi dell’illecito è un privato cittadino, la condotta viene punita con un’ammenda amministrativa che può oscillare da 1.500 a 18.000 euro, alla quale si aggiunge, nel caso in cui venga utilizzato un veicolo per il trasporto dei materiali, la sospensione della patente da quattro a sei mesi.
La posizione giuridica si aggrava sensibilmente nel momento in cui l’abbandono risulti riconducibile a un’impresa, un artigiano o un professionista: in questa circostanza il comportamento illecito si trasforma in un vero e proprio reato, punibile con l’arresto da sei mesi a due anni o con un’ammenda compresa tra 3.000 e 27.000 euro. A prescindere dalla gravità della sanzione pecuniaria o penale inflitta, resta immancabilmente previsto l’obbligo di bonifica e ripristino dello stato dei luoghi, con tutte le spese economiche necessarie per la rimozione dei rifiuti che gravano interamente sulle spalle del responsabile.




















