Movida a Roma, la stangata sulle discoteche: 13 sequestri nel 2026. Ma il Questore punta al «modello zero»

Il Questore Massucci traccia il bilancio sui controlli nelle discoteche e nei locali della Capitale. Intanto Viminale, Polizia e gestori firmano l'alleanza contro alcol e stragi del sabato sera

Foto di archivio

Tredici discoteche messe sotto sequestro e ventitré attività – tra alberghi, circoli privati e locali di somministrazione – colpite da provvedimenti di sospensione temporanea. I numeri della movida romana nel 2026 raccontano il volto di una capitale in cui i controlli delle forze dell’ordine restano serrati, ma tracciano al contempo il segno di un cambiamento incoraggiante: le irregolarità e gli interventi drastici sono in netto calo rispetto allo scorso anno.

Il Questore Massucci traccia il bilancio sui controlli nelle discoteche e nei locali della Capitale. Intanto Viminale, Polizia e gestori firmano l’alleanza contro alcol e stragi del sabato sera

A tratteggiare la fotografia della vita notturna all’ombra del Colosseo è stato il Questore di Roma, Roberto Massucci, nel corso della presentazione della campagna di sensibilizzazione «La sicurezza inizia da una scelta».

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Il Questore Masucci al Commissariato Lido

Il bilancio di metà percorso mostra un quadro in progressivo miglioramento, dove la linea della fermezza e della prevenzione inizia a dare i suoi frutti.

L’obiettivo dichiarato per il futuro, tuttavia, va ben oltre il semplice conteggio dei verbali: l’ambizione della Questura è infatti quella di «tendere allo zero», riuscendo a garantire una stagione del divertimento senza criticità per l’ordine pubblico ma anche senza la necessità di ricorrere a provvedimenti interdittivi o sigilli alle porte.

Finora non si sono registrati episodi di particolare impatto sociale o di cronaca nera, un dato che fa respirare gli operatori del settore, anche se via di San Vitale mantiene alta la guardia, consapevole che la sicurezza nella Capitale non è un risultato acquisito una volta per tutte, ma una valutazione di percorso.

Stop alle stragi del sabato sera: l’alleanza siglata al Viminale

Se sul fronte dei locali di Roma i segnali sono incoraggianti, la partita più complessa per la tutela dei giovani si sposta sulle strade e al momento del rientro a casa.

È proprio per fermare la drammatica piaga degli incidenti del sabato sera – che continuano a rappresentare la prima causa di morte tra i ragazzi – che al Viminale, alla presenza del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, è stato siglato un protocollo d’intesa di portata nazionale per promuovere la cultura della guida responsabile.

Un’alleanza strategica che vede seduti allo stesso tavolo il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, guidato dal Capo della Polizia Vittorio Pisani, la Fondazione ANIA presieduta da Maria Bianca Farina, e i vertici delle principali associazioni di categoria: Silb Fipe per i locali da ballo, affiancato da Sib Fipe e FederBalneari Italia per gli stabilimenti balneari.

Dalla Polizia al “guidatore designato”: le azioni concrete per prevenire i rischi

L’intesa punta a creare un modello integrato di prevenzione nei luoghi simbolo della socialità e del turismo estivo, contrastando in modo capillare i comportamenti di guida a rischio legati all’abuso di alcol e all’uso di sostanze stupefacenti. L’idea di fondo è trasformare i contesti del divertimento da potenziali zone di pericolo a presìdi attivi di responsabilità.

In concreto, mentre la Polizia Stradale intensificherà i servizi di controllo sulle arterie più critiche e distribuirà materiale informativo nei punti caldi della movida, la Fondazione ANIA metterà in campo la propria esperienza scientifica per valutare l’efficacia delle iniziative.

Dal canto loro, i gestori di discoteche e lidi diffonderanno tra i clienti la cultura del “guidatore designato” – chi sceglie di non bere per riaccompagnare gli amici a casa in sicurezza – mantenendo un canale diretto con i presìdi territoriali della polizia per segnalare tempestivamente ogni situazione di rischio. Un impegno strutturato e pluriennale nato per proteggere la vita dei più giovani senza rinunciare al diritto al divertimento.