Spin Time, emergenza caldo a Roma: scatta il piano soccorsi per 200 sfollati

Spin Time, la macchina dei soccorsi contro il caldo: docce, spazi refrigerati e presidio medico per 200 persone in strada

La situazione fuori dallo Spin Time

Per lo Spin Time emergenza nell’emergenza. Sotto il sole rovente di una capitale da bollino rosso, l’asfalto di via di Santa Croce in Gerusalemme si è trasformato in un campo d’accoglienza improvvisato per circa 200 persone. Tra loro figurano anziani, soggetti fragili e molte famiglie rimaste all’aperto dopo l’evacuazione dell’edificio occupato, in seguito all’incendio di uno spazio comune nella tarda serata di mercoledì.

Spin Time, la macchina dei soccorsi contro il caldo: docce, spazi refrigerati e presidio medico per 200 persone in strada

Per strutturare un piano d’intervento mirato, si è tenuto nella tarda mattinata di oggi, sabato primo agosto, in Campidoglio un vertice operativo tra l’amministrazione capitolina e una delegazione della comunità dello stabile.

Il piano dei soccorsi: docce, presidi medici e spazi refrigerati

Al centro del tavolo d’emergenza, a cui hanno preso parte gli assessori Tobia Zevi e Barbara Funari insieme al vice capo di Gabinetto con delega alla Protezione Civile, Giuseppe Napolitano, c’è la necessità di riorganizzare nell’immediato la macchina dei soccorsi e migliorare le condizioni dell’accoglienza di fortuna.

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Le richieste presentate dai rappresentanti di Spin Time puntano a un deciso cambio di passo logistico per alleviare il disagio delle persone accampate. Potenziamento di docce e servizi igienici mobili per l’area della tendopoli.

Allestimento di spazi refrigerati dedicati alle attività diurne e all’infanzia, indispensabili per schermare le persone dalle temperature estreme che stanno causando i primi malori.

Attivazione di un presidio medico continuativo con supporto psicologico e l’invio di un numero maggiore di brandine e lettini.

Sarà istituito un Tavolo di coordinamento con convocazioni periodiche per verificare puntualmente i bisogni sul campo, ottimizzare la distribuzione dei beni ed evitare sprechi o carenze nelle forniture.

La risposta del Campidoglio

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La macchina di Roma Capitale si è attivata nell’immediato. I Servizi sociali e la Protezione Civile hanno preso in carico le richieste, avviando il monitoraggio della situazione e programmando i primi sopralluoghi tecnici sul posto già dal primo pomeriggio. L’obiettivo è intervenire subito sui bisogni primari, programmando al contempo le soluzioni logistiche più complesse.

Il Campidoglio ha confermato la volontà di mantenere aperto il canale di coordinamento per tutta la durata dell’emergenza, scindendo nettamente l’assistenza umanitaria sul campo dalle questioni legate alla proprietà o al futuro dell’immobile, che continueranno a essere trattate nelle sedi istituzionali preposte.

La situazione in strada

Lungo via di Santa Croce in Gerusalemme la situazione resta complessa, come denunciato anche da Save the Children e dallo Spi Cgil Roma Lazio. Gli sfollati cercano riparo dal calore soffocante come possono, improvvisando giacigli e soluzioni di fortuna sul marciapiede.

Mentre sul piano politico la tensione resta palpabile – con le denunce di chi teme che la gestione del post-incendio possa trasformarsi in un pretesto per impedire il rientro delle famiglie –, la priorità assoluta della Protezione Civile e dei soccorsi resta quella di mettere in sicurezza l’area e dare sollievo a chi si trova senza un tetto.

La voce del campo: allarme sanitario e polemiche sullo sgombero

Mentre le istituzioni cercano di mettere in piedi la macchina logistica dei soccorsi, sul marciapiede di via di Santa Croce in Gerusalemme la tensione cresce di ora in ora. A farsi sentire con forza è prima di tutto l’allarme sociale sollevato dallo Spi Cgil Roma Lazio e da Save the Children, che punta i riflettori su una vera e propria tendopoli improvvisata dove si trovano più di 90 minori, tra cui diversi neonati, rimasti al gelo di notte e bruciati dal sole di giorno per oltre 48 ore.

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Le sistemazioni di fortuna — con anziani e bambini costretti a cercare riparo in piccole piscine gonfiabili o sul cemento — stanno mostrando il fianco alle temperature estreme della capitale: dagli stessi occupanti si denotano già i primi malori legati al gran caldo.

Accanto all’emergenza umanitaria, esplode però anche il fronte politico. A rompere gli indugi è Luca Blasi, assessore alla Cultura del III Municipio, che solleva il sospetto di una manovra calcolata dietro la gestione delle ultime ore: «Temiamo che ai piani alti, per motivi politici, qualcuno stia cercando di sfruttare questo incendio per impedire il rientro delle famiglie e di fatto procedere allo sgombero del palazzo Spin Time».

Una posizione netta che accende un faro sulle reali intenzioni legate al futuro dello stabile, mentre a terra, tra la polvere e l’afa della strada, duecento persone attendono ancora di capire dove trascorreranno le prossime notti.