Nel corso della notte, un gruppo di circa 60 persone di origine sinti ha occupato l’ex sede di una casa farmaceutica dismessa in via Gerani, nel quartiere San Basilio a Roma. L’immobile, rimasto vuoto per anni, è stato liberato durante la mattinata a seguito dell’intervento straordinario della Polizia di Stato.
L’occupazione nell’ex casa farmaceutica dismessa dopo il maxi sgombero nell’area di Pieve Torina
L’allarme è scattato la notte scorsa, quando alla centrale operativa della Questura di Roma sono pervenute le prime segnalazioni relative a movimenti anomali attorno al perimetro dell’edificio di via Gerani.
Il grande plesso industriale, in passato utilizzato da un’azienda del settore farmaceutico e oggi finito in gestione fallimentare, era stato preso di mira da una massa di occupanti che ne aveva forzato gli accessi approfittando del buio e dello stato di abbandono del complesso
Così, circa 60 persone si sono introdotte all’interno delle stanze vuote, portando con sé masserizie e vanificando le protezioni perimetrali messe a difesa del sito, per stabilire all’interno della struttura un insediamento abusivo.
Il sopralluogo delle volanti e la provenienza degli occupanti
Al loro arrivo sul posto, le prime pattuglie della Polizia di Stato hanno constatato l’avvenuta penetrazione nell’edificio e circoscritto l’area.
I rilievi immediati condotti dagli agenti hanno permesso di identificare la composizione del gruppo, formato da circa 60 soggetti appartenenti a famiglie di origine sinti. Dagli accertamenti è emerso un dettaglio chiave per comprendere la dinamica dell’azione: una parte rilevante degli occupanti presenti in via Gerani coincideva con le stesse persone allontanate soltanto pochi giorni prima da un altro stabile, sgomberato a poca distanza.
L’antefatto dell’intera vicenda, risale infatti al precedente sgombero eseguito dalla Polizia di Stato presso l’immobile di via Pieve Torina, sempre nel quartiere di San Basilio.
Una struttura che era da tempo occupata abusivamente da diverse famiglie di etnia Sinti, e che era stata inserita nel piano di liberazione coordinato dalla Prefettura di Roma in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica.
Uno sgombero rischioso, perché durante le operazioni di svuotamento di quello stabile e la successiva riconsegna alla società proprietaria per la sigillatura degli accessi, le forze dell’ordine e i tecnici specializzati avevano individuato e rimosso 46 bombole di GPL, che avrebbero potuto provocare un’esplosione con esiti drammatici.Â
Il nuovo sgombero e la messa in sicurezza del sito
Ottenuto il quadro dettagliato della situazione, la Questura capitolina ha predisposto fin dalle prime luci dell’alba di oggi sabato 1 agosto, un dispositivo d’intervento coordinato.
Durante la mattinata, ingenti risorse di polizia sono giunte in via Gerani per procedere alla liberazione dello stabile. Le operazioni in tal caso, si sono svolte in sicurezza e senza incidenti di rilievo: l’edificio è stato evacuato stanza per stanza e il gruppo di 60 persone è stato accompagnato all’esterno del perimetro industriale.
A seguito dell’allontanamento definitivo degli occupanti abusivi, la Polizia di Stato ha riaffidato ufficialmente l’immobile ai responsabili della curatela fallimentare, ai quali spetterà ora l’onere di ripristinare le barriere fisiche e garantire la definitiva messa in sicurezza degli accessi.


















