L’emergenza legata alla presenza delle vespe calabrone a Roma e provincia, sta raggiungendo livelli senza precedenti. Favoriti dal forte calore di questa stagione, questi insetti aggressivi stanno conquistando l’entroterra e gli appartamenti, trasformando i cassoni delle tapparelle in covi di nidificazione e reagendo con violenza a qualsiasi fascio luminoso.
Sull’emergenza vespidi calabroni tra le mura domestiche, l’esperto: “Attenzione. Anche una piccola luce scatena l’attacco dell’alveare”
L’avanzata della Vespa orientalis non si limita più soltanto al centro urbano della Capitale, ma si sta spingendo con forza verso nord e nell’entroterra della provincia. L’ultimo caso emblematico è stato registrato a Rignano Flaminio, dove all’interno del cassone di una serranda di un’abitazione privata, nascosto dietro uno sportello in legno, è stato scoperto un nido di dimensioni eccezionali.
Il caldo torrido degli ultimi tempi sta accelerando e alimentando l’espansione della specie aliena, permettendo alla colonia di sviluppare strutture stratificate piene di larve e centinaia di esemplari operativi. La proprietaria dell’immobile ha osservato esterrefatta l’imponente massa rimossa, composta da più favi sovrapposti ricchi di celle bianche sigillate.
Il pericolo nascosto e il fattore scatenante della luce
Ciò che rende questa infestazione particolarmente pericolosa è la collocazione dei nidi nelle intercapedini domestiche e la reattività estrema degli insetti agli stimoli luminosi. Quando ci si avvicina a un favo al buio o durante la sera, l’uso di una torcia, di una lampada da testa o persino dello schermo acceso di uno smartphone può scatenare un attacco immediato da parte della colonia.
I fasci di luce vengono percepiti come una minaccia diretta contro l’alveare. Le sentinelle abbandonano istantaneamente la struttura e si scagliano contro la fonte luminosa per neutralizzarla, aumentando vertiginosamente il rischio di punture multiple per chiunque si trovi nelle vicinanze.
L’allarme dell’esperto Andrea Lunerti
Durante le complesse operazioni di bonifica e messa in sicurezza dei siti infestati, la prudenza deve essere massima. L’esperto etologo e soccorritore Andrea Lunerti, impegnato sul campo nelle rimozioni tra Roma e i comuni limitrofi, ha voluto sottolineare con forza i rischi legati all’illuminazione durante la documentazione e il controllo dei nidi: «Bisogna stare molto attenti perché con la sola luce del telefono con cui abbiamo fatto le riprese si sono indispettite e hanno iniziato ad attaccarci».
A pochi istanti dalle sue parole infatti, gli esemplari più vicini hanno puntato direttamente la fotocamera, scagliandosi con rapidità contro il dispositivo. A Rignano Flaminio, lo stesso Lunerti ha poi confermato il sospetto della presenza della specie nelle delicate e pericolose operazioni di rimozioni di un nido enorme.
Il rischio nell’uso degli insetticidi spray
Di fronte a un’espansione così capillare lungo tutta la provincia di Roma, la raccomandazione principale rimane quella di non tentare ispezioni improvvisate. Se si sospetta la presenza di un nido dentro il cassone di una tapparella, occorre evitare di puntare luci all’interno delle fessure, evitare l’uso di insetticidi spray che infastidiscono gli insetti senza eliminare l’alveare e richiedere subito un intervento professionale, per mettere in sicurezza l’ambiente domestico.

















