Non si arrendono i residenti del quartiere San Paolo e Ostiense, esasperati dall’ennesima notte insonne trascorsa a causa del caos proveniente da Parco Schuster. Di fronte a quelli che sono stati definiti pur senza verifiche certe i “decibel fuorilegge” della musica ad alto volume fino a notte fonda, la comunità ha deciso di alzare la testa e denunciare l’insofferenza di otto anni di “rassegne commerciali camuffate da eventi culturali”
Tra concerti a tutto volume e rave, residenti chiedono lo stop alle concessioni estive a Parco Shuster. Rabbia sui social: “Da otto anni la stessa storia sotto le finestre”
Lo sfogo social dei residenti, che vivono intorno al Parco Shuster, l’area verde situata di fronte alla Basilica di san Paolo e compresa tra la via Ostiense, l’ansa sinistra del Tevere e il lato orientale della Basilica, è esploso in queste ore, dopo un weekend intenso di eventi tra sabato 25 e domenica 26 luglio.
Stando alle testimonianze documentate con un video sul web, il quartiere che perimetra la storica Basilica si è infatti trasformato nel teatro di un vero e proprio assedio acustico. “I residenti delle vie limitrofe hanno dovuto subire ore ed ore di emissioni sonore ben oltre la soglia della tollerabilità , prolungatesi ben oltre i limiti stabiliti dalle normative comunali per le manifestazioni pubbliche” nella denuncia di una utente.
Una situazione che oltre a fare passare notti insonni ai cittadini, ha fatto infuriare l’intero quartiere, per quella che doveva essere “una rassegna estiva si è trasformata prima in un concerto a pagamento e successivamente in un vero e proprio rave danzante a tutto volume” che ha continuato a sparare musica nel buio fino alle tre del mattino.
La denuncia dei residenti sul web e l’assenza di deroghe
Gli abitanti della zona hanno affidato alle piattaforme social tutto il loro sdegno, pubblicando testimonianze e video che documentano l’impatto devastante del rumore sulle abitazioni. Dai racconti emersi online traspare una rabbia profonda per una situazione che va avanti ormai da ben otto anni, trasformando la vita quotidiana delle famiglie in un incubo ricorrente durante la stagione estiva.
Ciò che rende la vicenda ancora più grave, secondo quanto denunciato dai comitati e dagli utenti in rete, è l’assenza di qualsiasi deroga ufficiale da parte degli uffici comunali per il superamento delle soglie acustiche.
L’evento ha di fatto bombardato l’area urbana con “decibel fuori norma, approfittando della gestione di un ampio spazio verde pubblico concesso a titolo gratuito” dalla macchina amministrativa.
La battaglia della comunità contro la svendita degli spazi pubblici
Di fronte a tanta superficialità , i cittadini hanno deciso di coordinarsi per far sentire la propria voce e porre fine a quello che definiscono “un abuso sistematico del territorio”. Molti residenti rifiutano con forza l’idea che eventi dal chiaro scopo commerciale possano essere fatti passare per iniziative culturali a beneficio della collettività , quando il prezzo ulteriore da pagare poi, è la salute e il riposo di chi vive nel quartiere.
La mobilitazione è solo all’inizio. Sebbene una parte delle istituzioni e dell’opinione pubblica tenda a voltarsi dall’altra parte facendo finta di non vedere la gravità del problema, i residenti di San Paolo e Ostiense sono determinati a dimostrare che queste manifestazioni non possono e non devono più trovare spazio nel cuore della Capitale, pretendendo il rispetto immediato delle norme fondamentali del vivere civile.

















