Resti di furti tra sterpaglie e alberi: parco a Tiburtina trasformato in covo per sventrare casse rubate (FOTO)

L'allarme social sconvolge il quadrante a ridosso del parco dove un registratore di cassa divelto, carte di credito e chiavi, sono stati ritrovati sparsi dai ladri

Nella foto i resti sparsi di un furto - canaledieci.it

L’allarme corre veloce sui social network, ma lo sconcerto tra i residenti è del tutto reale. All’ingresso di via Ottoboni del Parco Placidia-Ottoboni, nel quartiere Portonaccio (zona Tiburtina), sono stati ritrovati i resti, sventrati, di un registratore di cassa, circondato da carte bancarie e documenti abbandonati al suolo dopo una serie di colpi.

L’allarme social sconvolge il quadrante a ridosso del parco dove un registratore di cassa divelto, carte di credito e chiavi, sono stati ritrovati sparsi dai ladri

A lanciare l’allarme sono stati gli utenti del Comitato Beltramelli-Meda-Portonaccio (Tiburtina) che hanno documentato per immagini i resti di uno o più colpi proprio sul prato di un noto parco pubblico del quadrante.

Tra gli alberi, proprio all’ingresso del Parco Placidia-Ottoboni, lato via Ottoboni, qualcuno ha abbandonato ciò che resta di una razzia notturna: la struttura di un registratore di cassa spaccato, decine di scontrini fiscali volati via con il vento e frammenti di componentistica elettronica strappati a forza per accedere al contante.

Resti di furti tra sterpaglie e alberi: parco a Tiburtina trasformato in covo per sventrare casse rubate (FOTO) 1

Le prove documentate tra gli alberi

Le foto scattate e pubblicate dai cittadini raccontano i dettagli di un’azione criminale. Accanto al cassetto metallico completamente svuotato di banconote e monete, i malviventi hanno lasciato dietro di sé indizi chiarissimi.

Tra i detriti della cassa spiccano una carta di pagamento UniCredit, una scia di ricevute, scontrini aziendali e persino due chiavi dotate di targhetta identificativa. Un campionario di oggetti personali e contabili che documenta la fase finale di un furto eseguito con estrema freddezza.

Il parco diventato il nascondiglio della refurtiva

L’assurdo ritrovamento in queste ore, sta poi confermando i peggiori sospetti dei residenti: e cioè che il Parco Placidia-Ottoboni possa essere diventato il nascondiglio ideale e la base logistica della refurtiva per le bande di ladri in azione a Portonaccio.

Favoriti dall’oscurità notturna, dall’incuria e dalla vegetazione fitta dell’area verde, i criminali potrebbero infatti aver usato i viali del parco come uno schermo protettivo per finire il “lavoro sporco”, portando le casse rubate, per sventrarle lontani da occhi indiscreti, intascano i soldi veri e abbandonano sul prato le prove dell’ennesimo colpo riuscito.

L’ipotesi sul colpo e la richiesta di indagini

L’ipotesi dunque denunciata in queste ore, e che una banda organizzata, abbia colpito un’attività commerciale della zona, asportando di peso l’intero registratore di cassa, per poi rifugiarsi nel Parco Placidia-Ottoboni per operare al riparo, spaccando il metallo per estrarre l’incasso e lasciando a terra carte di credito e chiavi inutilizzabili.

I cittadini di Portonaccio ora chiedono un intervento immediato e l’avvio di indagini approfondite da parte delle forze dell’ordine: analizzando la carta UniCredit, i timbri sulle ricevute e le telecamere di via Ottoboni si potrebbe risalire sia all’attività svaligiata sia all’identità dei ladri che infestano il parco.