Una splendida e grande tartaruga marina, lunga oltre un metro, è stata ritrovata senza vita sulla spiaggia di Capocotta, nel litorale romano. La tragica scoperta, avvenuta nel primo pomeriggio di ieri, davanti agli occhi increduli dei bagnanti, ha riacceso i riflettori sulla piaga dell’inquinamento da plastica e sull’inciviltà che devasta l’ecosistema marino.
Il drammatico ritrovamento è avvenuto nell’indignazione generale dei bagnanti: la tartaruga presentava evidenti segni di asfissia
Un episodio estremamente triste ha scosso i frequentatori del litorale romano ieri sabato 11 luglio, con il ritrovamento di una tartaruga marina spiaggiata senza vita, che ha trasformando una bella giornata di mare in un momento di profonda costernazione.
I bagnanti, hanno assistito al doloroso spiaggiamento della carcassa della creatura di eccezionali dimensioni sulla spiaggia di Capocotta, precisamente nella porzione di arenile situata di fronte allo stabilimento Mecs.
A colpire immediatamente i testimoni oculari sono state proprio le dimensioni eccezionali dell’animale, il cui guscio superava abbondantemente il metro di lunghezza. Molti dei presenti sulla spiaggia hanno sottolineato come non si fosse mai visto un esemplare di tale imponenza sulle coste locali, rendendo la vista del corpo esanime della creatura un evento tanto straordinario quanto ancora più doloroso per la comunità.
Il momento della scoperta e l’ipotesi della causa di morte
Il triste rinvenimento si è verificato intorno alle ore 15:00 del pomeriggio, provocando l’immediato stupore generale e la commozione di tutti i bagnanti che si trovavano in quel momento nel quadrante di spiaggia.
La causa del decesso del maestoso rettile marino è apparsa fin da subito tragicamente evidente a chi si è avvicinato per constatare l’accaduto. La povera tartaruga, con molta probabilità scambiandola per una medusa, aveva infatti ingerito una busta di plastica che ne ha provocato il soffocamento.
Il sacchetto le fuoriusciva persino dalle cavità nasali. Gli osservatori hanno rinunciato a scattare e diffondere immagini fotografiche per un senso di rispetto e pietà verso l’animale.
Le dimensioni della tartaruga lasciano supporre che si trattasse di un esemplare particolarmente longevo, che aveva trovato nelle acque antistanti Roma un habitat ideale per svilupparsi, prima di terminare tragicamente i suoi giorni a causa del rifiuto plastico letale.
L’ipotesi del decesso, è stata comunque formulata in base ad un riscontro visivo descritto dai bagnanti presenti sul posto al momento del ritrovamento, e non del referto ufficiale di un’autopsia veterinaria, ma i segni macroscopici di asfissia da corpo estraneo sarebbero stati chiaramente visibili a chi ha denunciato la tragedia sul gruppo social di Capocotta.
I commenti indignati della comunità locale
La notizia del ritrovamento ha rapidamente fatto il giro del web, scatenando un’ondata di fortissima indignazione tra i membri della comunità locale, profondamente colpiti dall’accaduto. Molti cittadini hanno espresso apertamente la propria rabbia per la scomparsa di quella che è stata definita una povera creatura uccisa direttamente dall’incuria e dalla bruttezza delle azioni umane.
Le reazioni dei residenti hanno messo pesantemente sotto accusa la situazione legata alla gestione dei rifiuti e al diffuso degrado che si registra nella zona di Capocotta. Diversi testimoni hanno denunciato con fermezza lo stato in cui versa la Litoranea proprio all’altezza di Capocotta, evidenziando come bottiglie di plastica e immondizia di ogni genere vengano costantemente abbandonate da soggetti incivili che raggiungono questa zona così speciale dal punto di vista naturalistico, per poi frequentarne le spiagge.
Tra i commenti emersi prevale un senso di profonda tristezza, unito alla ferma richiesta di una maggiore responsabilità collettiva e controlli per preservare la pulizia ed evitare che simili tragedie ambientali continuino a ripetersi sulle coste del Litorale romano.
L’altro lato del litorale: il miracolo della vita a Torvaianica
Poche ore prima del drammatico ritrovamento, una notizia di speranza aveva invece interessato quel tratto di costa laziale. Al Marine Village di Torvaianica, un grosso esemplare di Caretta caretta era emerso nella notte per deporre le uova, siglando l’ottavo nido della stagione nella regione. Per scongiurare il pericolo di mareggiate distruttive, i biologi e i volontari di Tartalazio e Marevivo hanno trasferito d’urgenza il nido nella nursery protetta di Castelporziano.
Si teme che l’esemplare ucciso dalla plastica abbandonata in mare, possa essere lo stesso che prima di morire ha deposto le uova sulla spiaggia del Marine Village.

















